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PROTESTA

«Più diritti per i lavoratori dello spettacolo»

di Luca Brighenti -

10 ottobre 2020, 12:03

«Più diritti per i lavoratori dello spettacolo»

«DIGNITÀ», scritto a lettere cubitali appoggiate sulle colonne del Teatro Regio.  Ieri pomeriggio i professionisti dello spettacolo e della cultura si sono raccolti davanti al tempio della lirica di Parma per un presidio in cui rivendicare la dignità di lavoratori che fanno della flessibilità un modo di vita, ma che chiedono il riconoscimento dei diritti fondamentali.  
Tanto più in un’epoca di crisi che, segnata dalla pandemia, ha colpito il settore dello spettacolo con la cancellazione o riduzione di stagioni e festival, e minaccia nuove limitazioni della capienza di tutti i teatri. 
La manifestazione organizzata dal basso, dal Coordinamento Sarte Di Scena e da Maestranze dello Spettacolo Veneto, ha raccolto l’adesione di Professionisti Spettacolo e Cultura – Emergenza Continua (coordinamenti di Piemonte, Lombardia, Lazio, Emilia Romagna), AssoLirica, Adl Cobas, Associazione Difesa Lavoratori, Cgil – Slc, Cub Informazione spettacolo Milano, Risp, Usb. 
«La categoria delle sarte fa parte delle maestranze che fanno sì che la magia del teatro si manifesti davanti ai nostri occhi – ha detto Diana Ferri di Coordinamento Sarte Di Scena –. Ognuna di noi ha conseguito lauree, fatto corsi di alta formazione e anni di gavetta. Siamo abituate alla flessibilità ma oggi non ci è più permesso fare il nostro lavoro. Per questo abbiamo manifestato davanti all’Arena di Verona, oggi qui a Parma e andremo in altre città». 
«Chiediamo che ci siano riconosciuti i diritti di ogni lavoratore: malattia, maternità, paternità... –  ha aggiunto Jacopo Pesiri, di Maestranze dello Spettacolo Veneto –. La nostra categoria da marzo non ha più alcuna forma di reddito. Del nostro gruppo fanno parte facchini, tecnici, musicisti e cantanti. Abbiamo denunciato una falsa ripartenza: perché ci sono centinaia di persone rimaste fuori dai teatri. Chiediamo quindi di poter dialogare con le Istituzioni a tutti i livelli: Governo, Regioni, Comuni...». 
Nicolò Baruffini, delegato dell’Usb e macchinista del Teatro Regio di Parma ha dichiarato: «Noi lavoratori del Teatro siamo stati più salvaguardati di altri, in questo primo periodo di emergenza sanitaria, con momenti di lavoro alternati alla cassa integrazione. Ma i precari del Regio non avranno niente di certo in mano dal 15 novembre. Le nostre Rsu hanno chiesto un incontro al presidente della Fondazione Teatro Regio, Federico Pizzarotti, lo scorso luglio: non abbiamo ancora avuto risposta. Rinnoviamo l’invito, perché crediamo che a Parma Capitale della Cultura questo incontro sia doveroso. Il direttore generale del Regio, Anna Maria Meo, ci incontrerà invece nei prossimi giorni». 
Roberto D’Ambrosio di Cub ha introdotto il tema del reddito di continuità sul modello francese: «E' l’obiettivo principale, servirebbe a sostenere i lavoratori dello spettacolo quando non possono lavorare». 
Alla manifestazione ha partecipato la responsabile stampa di Marco Baliani (impegnato nelle prove dell’ultimo spettacolo del Festival Verdi), che ha portato le parole di sostegno dell’attore e autore teatrale alla causa.