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I mesi di Antelami «letti» nei dettagli dagli abbonati della Gazzetta di Parma - Fotogallery

11 ottobre 2020, 10:44

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Appuntamento ieri in piazza Duomo per gli abbonati della Gazzetta di Parma che hanno aderito alle visite guidate alla scoperta del Battistero e delle statue antelamiche, visibili da vicino in occasione della mostra «Antelami a Parma. Il lavoro dell’uomo, il tempo della terra». 
L’iniziativa rientra tra le proposte culturali che la Gazzetta riserva ai suoi abbonati e che stanno riscontrando un grande successo. Tre i gruppi che nel corso della mattinata si sono alternati, guidati da Francesco Francesconi, storico dell’arte di ArcheoVea impresa culturale, che ha saputo coinvolgere in quel racconto complesso di simboli e valori, religiosi ed umani, di cui il Battistero è interprete, ed accompagnati da Sabrina Schianchi, responsabile marketing della Gazzetta di Parma.
A portare il saluto dell’editore ai presenti è stato il direttore generale del Gruppo Gazzetta di Parma. «Sono questi i momenti di maggior apprezzamento della relazione che c’è fra la testata e i propri lettori; è un modo per legare maggiormente - ha detto  Pierluigi Spagoni - vista la fedeltà che mostrate con il vostro abbonamento. Con Sabrina Schianchi cerchiamo di organizzare nel corso dell’anno una serie di appuntamenti per scoprire la città con un occhio più approfondito, meno scontato. Porto anche i saluti del direttore che gradisce questo genere di iniziative e le sottoscrive, dando loro visibilità tramite gli spazi redazionali». 
Fra i presenti Albino Ivardi Ganapini con la moglie Lidia. «Tutto quello che riguarda la storia di Parma mi interessa - ha commentato -. E’ straordinaria la possibilità che la Gazzetta ci dà di godere di opere come queste».
Emilio Ferrari, con la moglie Lucia Lanzi, si mostrano entusiasti mentre ascoltano dalle parole del relatore la storia del monumento antelamico in una piazza della fede ricca di storia e cultura. «E’ un approfondimento, una rivisitazione di "cose" viste tempo addietro. In questo caso poi c’è la novità di poter vedere da vicino i mesi dell’Antelami» dicono. «Sono opere già viste ma non nel dettaglio - fa eco Luisita Battistelli - queste iniziative sono uno stimolo per conoscere sia a livello storico che artistico il nostro patrimonio». 
Non mancano i giovani che aderiscono all’iniziativa, perché a Parma Benedetto Antelami ha lasciato un segno indelebile. «Ero intenzionata a vedere questa mostra - dice Matilde Pasetti, facendo riferimento al celebre ciclo incompiuto dei mesi - e ho colto al volo l’occasione». 
Parmigiana, trapiantata a Milano, Doranna Bonfanti torna volentieri nei week end nella sua amata città dove fa il pieno di cultura. «Questi incontri sono fondamentali. Se ci credessimo tutti di più avremmo incentivato la visita, la cura, la prospettiva dei nostri beni; il bello aiuta la vita. Parma è ricca di storia e arte e hai sempre da imparare. La curiosità è un incentivo alla conoscenza, più scopri, più ti appassioni». 
Anche Laura Dello Sbarba conferma l’interesse per vedere l’opera dell’Antelami da vicino, approfittando della spiegazione dell’esperto. «Molto interessante la visita e bravo il relatore» dice. «Solitamente si passa, si guarda, ma non si fa caso al dettaglio - aggiunge Gian Paolo Fontana - queste iniziative sono molto interessanti per far conoscere Parma a chi la abita». Stefania Provinciali