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TRADIZIONI

Ritorna il Lunario parmigiano

 L'edizione 2021, in vendita dai prossimi giorni, avrà i disegni dei mesi dell'Antelami come elemento caratteristico
 

di Lorenzo Sartorio -

31 ottobre 2020, 08:52

Ritorna il Lunario parmigiano

Puntuale con le foglie ingiallite che cadono dagli alberi e con le prime brume autunnali, ai primi di novembre, uscirà nelle edicole la 40° edizione del Lunario parmigiano realizzato dall’associazione culturale «Parma Nostra».
 Un impegno notevole, quello del lunario targato Parma, che non sbaglieremmo a definire come una vera e propria impresa. Un ‘impresa che ha dovuto confrontarsi con tutte le insidie del Covid impegnando una squadra composta non più da giovanotti, ma da parmigiani dai capelli bianchi e grigi, innamorati della propria città, del suo dialetto e delle due tradizioni. 
Una pattuglia di «pramzàn dal sas» che, ancora una volta, si è raccolta attorno a Giuseppe Mezzadri, anima organizzativa e culturale del gioiellino di «Parma Nostra». 
Quest'anno, in relazione all’esposizione delle statue dei mesi e delle stagioni di Benedetto Antelami, «Parma Nostra», con l’intento di dare il proprio contributo, in relazione a questo eccezionale evento, ha inserito i capolavori antelamici nell’edizione 2021 del lunario, uno per ciascun mese, con l’aggiunta di una pagina dedicata interamente alle stagioni.
 Lo zibaldone parmigiano, come i precedenti, è stato realizzato interamente in vernacolo con i nomi dei santi, festività, effemeridi, cenni storici, mercati, tradizionali ricette gastronomiche, ritratti di personaggi caratteristici, rime e lunazioni, interamente in «djalètt pramzàn». Ma quest’anno c’è una novità in quanto il lunario parmigiano approda in rete grazie alla digitalizzazione di tutte le sue varie edizioni. «Parma Nostra- ha sottolineato Mezzadri- con questa operazione intende far vivere il Lunario. In futuro sarà sempre più difficile accedere ai documenti in cartaceo e sarà sempre più richiesta la fruibilità sul web. Quindi il nostro sodalizio ha realizzato un progetto di digitalizzazione di tutte le edizioni del lunario, dall’inizio ad oggi, inserendole nel sito della Consulta per il dialetto parmigiano allo scopo di renderle facilmente consultabili dagli appassionati di dialetto , dai cultori delle nostre tradizioni e dal mondo della scuola».
 Mezzadri ha quindi rivolto un particolare ringraziamento al presidente dell’associazione Renzo Oddi ed un plauso a tutta la redazione del lunario : Cristina Cabassa per le gustose ricette tradotte in dialetto, Enrico Maletti, Giuliano Masola per le ricerche d’archivio, Giorgio Capelli e Vincenzo Mori sempre in grado di scovare simpatiche chicche, Giovanni Mori, appassionato ricercatore per gli studi svolti sulle origini dei termini dialettali, Giuliana Savi Lumaca, autrice di un bellissimo ed interessante libro, uno spaccato di vita della Parma negli anni della Seconda guerra mondiale, Andrea Mondini, Giuseppe Albertelli, Vittorio Campanini e Maurizio Zaccardi. Sono stati pure ricordati gli indimenticati Enzo Terenzani, fondatore e presidente di Parma Nostra sino alla sua scomparsa, Gianpiero Caffarra, Vittorio Botti, Carlo Antinori, Gino Tessoni, Gioberto Nardi («Gibe»), Ughetto Montanari, Arialdo Malpeli, Gian Piero Rubiconi, Fausto Bertozzi, Pier Paolo Mendogni, e Laura Terenzani, pietre miliari di «Parma Nostra» fino dagli inizi.
 Il lunario riporta pure un ringraziamento a quanti hanno consentito di utilizzare le immagini delle opere antelamiche : il vescovo Enrico Solmi, don Lorenzo Montez, responsabile dell’archivio storico diocesano, l’assessore alla Cultura del comune di Parma Michele Guerra, la Fabbriceria della Basilica cattedrale di Parma per la concessione delle foto, Luigi Vignoli, vice presidente della Fabbriceria, Raffaele Boselli segretario vescovile e i fotografi Antonio Belli della Foart e Matteo Mezzadri.