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Dpcm, i gestori delle piscine pubbliche in Emilia Romagna: "Rischiamo di non riaprire"

02 novembre 2020, 15:59

Dpcm, i gestori delle piscine pubbliche in Emilia Romagna: "Rischiamo di non riaprire"

Grido d’allarme da parte dei gestori delle piscine pubbliche dell’Emilia-Romagna secondo cui l'emergenza legata alla diffusione del Coronavirus e le misure varate per il suo contenimento rischiano di decretare la chiusura degli strutture. I timori di cooperative e associazioni che si occupano della gestione emergono in una nota di Legacoop Romagna: «Perdiamo in media 250.000 euro per ogni piscina - osservano - e rischiamo di non essere più in grado di riaprire gli impianti». 


A giudizio dei gestori, «la riduzione della capienza definita dai protocolli, la minor presenza di visitatori, il peso economico dei voucher emessi per recuperare quanto speso per il periodo del lockdown, a cui si affiancano i costi del periodo invernale determinati soprattutto da utenze e spese di personale stanno mettendo in crisi il sistema che rischia di non arrivare all’estate prossima». 


In Emilia-Romagna esistono più di 80 piscine pubbliche coperte su 130 complessive. «Il servizio delle piscine - puntualizza la nota di Legacoop Romagna - è rimasto pubblico a tutti gli effetti ma da tempo non viene più erogato con la gestione diretta da parte dei Comuni, bensì attraverso la gestione di cooperative, associazioni e società per lo più di carattere sportivo senza scopo di lucro». 


«Sulla base dei dati raccolti su oltre un terzo degli impianti - viene osservato - la perdita stimata per l’intero comparto delle piscine pubbliche coperte si aggirerà, per il 2020, ben oltre i 20 milioni di euro. Il disavanzo medio previsto per ogni impianto nel 2020 oltre i 250.000 euro».