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Mortalità a Parma, Bosi: "Situazione seria, ma non siamo a marzo. Però: responsabilità"

02 novembre 2020, 17:33

Mortalità a Parma, Bosi: "Situazione seria, ma non siamo a marzo.  Però: responsabilità"

In un post sul suo profilo facebook, il vicesindaco del Comune di Parma, Marco Bosi, pubblica e commenta l'andamento della mortalità complessiva nel comune "(non solo quelli covid per evitare il problema del conteggio di chi muore con covid e altre patologie)". Un confronto tra settembre-ottobre e febbraio-maggio: "La situazione è seria, ma non siamo a marzo".

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Bosi ha poi concluso: "Ad oggi il trend dei decessi non ha ancora dato segnali di crescita significativi. Questo non significa minimamente che la situazione non sia seria. La parola d'ordine deve essere sempre quella: responsabilità. Lascio agli Zangrillo e ai Salvini il campo dell'incoscienza. Le misure servono e possono essere efficaci proprio ora che ancora la situazione non ci è sfuggita di mano. Non serve però il panico, non serve uno scontro tra chi mette al primo posto la riduzione dei contagi e chi vuole salvaguardare i posti di lavoro. Sono entrambi aspetti fondamentali per la tenuta della nostra società. Vanno considerati e ottemperati entrambi in un difficilissimo lavoro di equilibrio a cui il Governo è chiamato. Questa primavera il lockdown era l'unica soluzione possibile perché la situazione era totalmente fuori controllo ed eravamo al limite delle risposte che gli ospedali potevano dare, nonostante l'enorme lavoro di riorganizzazione che avevano messo in campo. Oggi invece, almeno nel nostro territorio, c'è ancora margine per misure rigide e prudenti, ma puntuali, che permettano di non fermare nuovamente tutto. I contagi sono un dato importante, ma lo sono ancora di più i ricoveri e i decessi, perché la differenza tra "la normale influenza" (come qualcuno l'ha definito sbagliando) e il Covid sta proprio in questi parametri".

Ancora una volta la raccomandazione è quella di rispettare le norme di distanziamento e di utilizzo delle mascherine, il sacrificio che ci viene chiesto per uscire da questa situazione è niente in confronto allo sforzo messo in campo dal personale sanitario.

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