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LUTTO

Iames Gualerzi, il tassista che «inventò» la centrale radiotaxi

La prima sede, alla fine degli anni Ottanta, all'Ospedale Vecchio, con soli venti soci. «Aveva visto lungo e ha avuto ragione»

di Antonio Bertoncini -

07 novembre 2020, 10:02

Iames Gualerzi, il tassista  che «inventò» la centrale radiotaxi

Aveva cominciato come camionista ma poi, per un quarto di secolo, il suo mondo è stato   il taxi. Iames Gualerzi, a  settant’anni, da poco in pensione, si è dovuto arrendere ad un male che non gli ha lasciato speranza. Il suo nome resterà  legato alla centrale radiotaxi, che ha creato e presieduto per molti anni. 
La centrale ha visto la luce alla fine degli anni Ottanta grazie alla lungimiranza di un manipolo di taxisti, che, insieme a lui, ebbero la lungimiranza di guardare al futuro della professione, sfidando non pochi ostacoli e pervicaci resistenze. Attaccatissimo alla famiglia, Iames Gualerzi, con la serietà e professionalità che lo contraddistingueva, ha conquistato la stima di colleghi e clienti. 
Era appassionato di calcio e tifoso del Parma, che ha seguito per  anni dagli spalti del Tardini, amava la montagna, ma soprattutto gli piaceva scattare fotografie, tanto che nel baule dell’auto portava   la sua fedele macchina fotografica. «Iames era di animo generoso, sempre pronto a dare una mano, non si poteva non volergli bene»:   lo ricorda il collega Gino Ricci, che, insieme a Gianni Bazzoni, ha condiviso con lui  l’avventura della centrale radiotaxi. 
«Siamo partiti in cinque – ricorda Ricci - con l’installazione della centrale all’Ospedale Vecchio, sopra la biblioteca comunale. Abbiamo fatto fatica a raccogliere 20 adesioni, meno della metà, e abbiamo trovato tanti ostacoli, ma alla fine il tempo ci ha dato ragione, e oggi tutti i taxisti sono collegati al servizio. Iames ha dato l’anima per il Consorzio, che ha presieduto per tanti anni, e passava la giornata libera in centrale. Con il tempo è nata un’amicizia che non è mai venuta meno, neppure quando abbiamo cessato l’attività: insieme a qualche altro collega abbiamo continuato a vederci una volta alla settimana per prendere caffè e pasta al bar, tanto che ci chiamavamo ironicamente “la compagnia del cannoncino”».
Lo ricordano con affetto anche i colleghi in servizio, come Enrico Cattabiani, che fin dall’esordio con il taxi entrò nella centrale unica, e Roberto Ravasini, anche lui taxista da vent’anni: «Iames mi ha voluto al suo fianco nel consiglio di amministrazione del Consorzio  -  dice Ravasini - poi ho preso il suo posto alla guida della società. Era una gran persona, serio, capace di mediare. Per me è stato un maestro e il Consorzio gli deve davvero tanto». Iames Gualerzi lascia la mamma, la moglie Daniela, le figlie Isabella e Susanna (che lavora nella centrale radiotaxi), e i suoi adorati nipoti. Le esequie si svolgeranno oggi alle 13,  dalla casa di cura Città di Parma per la chiesa di San Leonardo.