Sei in Parma

TAMPONI

Test da medici di base e pediatri: a disposizione anche strutture all'aperto

Pochi gli studi medici idonei. Si pensa a tende, gazebo o ambulatori pubblici

07 novembre 2020, 09:27

Test da medici di base e pediatri: a disposizione anche strutture all'aperto

Potrebbe essere siglato già a fine settimana l'accordo regionale che prevede che  medici   e pediatri di famiglia eseguano tamponi rapidi per la ricerca del Covid sui propri pazienti. Due incontri online si sono tenuti mercoledì e ieri mattina fra rappresentanti sindacali dei medici e  l'assessore regionale alla salute Raffaele Donini. 
L'intesa nazionale (firmata dalla Fimmg per i medici di base, dalla Fimp per i pediatri e dal sindacato Intesa) prevede  che gli esami vengano eseguiti fino  al 31 dicembre 2020. I candidati al tampone, spiega Corrado Parodi, segretario di  Fimmg Parma,    sono gli asintomatici,  casi sospetti di contatto con un positivo e contatti stretti di un positivo: sia per verificare l'eventuale positività  o per  confermare la negatività e accelerare, trascorsi i dieci giorni,  la fine della quarantena.
Il ministero della Salute metterà a disposizione, a livello nazionale,   circa  due  milioni di kit. Ai medici  spetteranno 18 euro   per ogni tampone eseguito in  studio e 12 euro se eseguito in un'altra struttura.
«E' un accordo  approvato ad altissima maggioranza per trovare una soluzione alle difficoltà dei pazienti, dei medici di base e della sanità pubblica. Gli studi medici sono letteralmente assediati di richieste di informazioni da  malati di Covid, il tampone rapido può essere un modo per snellire il lavoro» dice Corrado Parodi.
Il rappresentante della Fimmg però  condivide le perplessità dei sindacati contrari all'accordo sull'idoneità di molti   ambulatori  per eseguire in sicurezza il tampone. «Molti studi medici sono in condominio, non ci sono entrate ed uscite separate, non è possibile  eseguire il test in un ambiente adatto  e soprattutto manca personale dedicato. L'infermiere, quando c'è, si deve già occupare di vaccinazioni influenzali, cup, medicazioni e patologie croniche» porta ad esempio Bruno Agnetti, rappresentante Fismu.
«In un momento così delicato siamo fortemente impegnati per i malati acuti e cronici. L'ambulatorio medico non è un laboratorio di analisi, non si possono esporre i pazienti a rischio di contagio. Ma la firma di alcune sigle sindacali potrebbe  obbligare tutti i medici a base ad eseguire i tamponi» dice Antonio Slawitz, rappresentante Snami.
«Quasi impossibile eseguire i tamponi  in molti  studi - ammette Parodi - Stiamo trattando per ottenere spazi  da Protezione civile, Comune o Ausl, per  eseguire i test al chiuso o  all'aperto, in tensostrutture o gazebo. L'obbligo da parte dei medici di eseguire il tampone, sarà subordinato  alle condizioni di sicurezza nel proprio studio, quindi di fatto la scelta sarà su base volontaria, fuori dal proprio studio. E in ogni caso il test avverrà su appuntamento e previo triage telefonico». m.t.