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I testamenti dei pellegrini in cammino sulla Via Francigena

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08 novembre 2020, 10:24

I testamenti dei pellegrini in cammino sulla Via Francigena

V.R.  Della Via Francigena, intesa come itinerario ricco di storia e di fascino, si è detto e si è scritto molto, nel corso dei secoli. Ma tanto resta evidentemente ancora da scoprire, come dimostra il volume «La Francigena. Commercio, ospitalità e alimentazione», promosso da Confesercenti Parma e in vendita con la «Gazzetta di Parma» (a 12 euro più il prezzo del quotidiano).  Tra le pagine di questa nuova pubblicazione, emergono infatti diversi documenti inediti ed interessanti: diari di viaggio, riproduzioni cartografiche, fotografie, atti notarili e bolle di accompagnamento relative alle merci – cibo soprattutto – che transitavano lungo il cammino che va da Piacenza a Pontremoli, passando ovviamente per la nostra provincia. Fonti, provenienti in larga parte dagli Archivi di Stato di Parma, Piacenza e Massa-sezione di Pontremoli, che sono stati oggetto di un’accurata opera di ricerca e selezione da parte di Graziano Tonelli, direttore proprio dell’Archivio di Stato di Parma.


«Ci sono parecchi aspetti che abbiamo voluto mettere in evidenza, all’interno di questo volume» racconta Tonelli.  «In epoca medievale, ad esempio, i pellegrini che decidevano di vivere l’esperienza del cammino spirituale lungo la Via Francigena, erano soliti fare testamento, prima di mettersi in viaggio. Nessuno di loro, infatti, poteva sapere cosa gli sarebbe accaduto: preferivano quindi lasciare per iscritto le proprie volontà. In passato – prosegue Tonelli – qualche studioso si era già soffermato su questa storia dei testamenti dei pellegrini. Ma mai nessuno, prima d’ora, aveva pubblicato tali documenti». Non mancano le foto. Assai suggestive. «Una in particolare – spiega l’autore – è dedicata a Borgo Val di Taro. Risale agli inizi del Novecento e lo scatto immortala un gruppo di contadini con i loro cesti ricolmi di prelibatezze: castagne e funghi, pronti per essere venduti».  Il cibo resta un elemento centrale, nel volume «La Francigena. Commercio, ospitalità e alimentazione». 


«Si parla di quello consumato dai pellegrini, ma anche da personaggi illustri» dice Tonelli. Come Paolo III Farnese che percorre la Via Francigena nel viaggio che lo avrebbe condotto dall’Imperatore, dove avrebbe discusso una serie di questioni inerenti il Ducato di Parma e Piacenza. È lo stesso direttore dell’Archivio di Stato di Parma a rivelare come «il cuciniere di Paolo III Farnese» avesse annotato nel proprio diario «l’eccellente vino assaggiato a Berceto». Anche di questo curioso aneddoto, resta traccia nel libro.  In un altro prezioso documento presente nel testo – e custodito all’interno dell’Archivio di Stato di Parma –, Alessandro Farnese autorizza invece il governatore di Pontremoli a portare con sé un archibugio, durante le operazioni di controllo dei confini tra il nostro territorio e la Toscana. 
A conferire valore ulteriore a «La Francigena. Commercio, ospitalità e alimentazione» è infine la pratica guida ai ristoranti che si possono incontrare sull’antica via: una sorta di «cartina», disegnata dal fidentino Ermanno «Nanni» Ghiozzi ed allegata al libro, che comprende circa un centinaio fra trattorie e locali tipici della zona.