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GRETA BRIANTI

«Io, innamorata della fisica studierò quella nucleare»

Dall'Università di Parma a Trieste per la laurea magistrale

di Giovanna Pavesi -

09 novembre 2020, 08:50

«Io, innamorata della fisica studierò quella nucleare»

«Se mi chiedono di chi sono innamorata o se mi piace qualcuno, io rispondo sempre: della fisica. Perché, per me, è il mondo perfetto: vedere come funzionano certe cose, e poterlo capire, è quasi magia». È allegra, ha un bel sorriso e, soprattutto, ha le idee chiare. Greta Brianti ha 22 anni, è nata e cresciuta qui e, a conclusione del percorso triennale alla facoltà di Fisica dell’Università di Parma, si è trasferita a Trieste per frequentare la magistrale in Fisica nucleare e subnucleare. «Mi sono imbattuta nel collegio universitario Fonda  - dove è richiesta una media superiore al 27 e di concludere gli esami entro le sessioni -, che dava la possibilità di vincere una borsa di studio,  fornita dall’Istituto di Fisica nucleare nazionale, che permette di poter vivere qui, di frequentare l’Ateneo di Trieste, che è molto rinomato, e il corso che volevo seguire. Ho mandato la domanda, con il mio curriculum e tutte le mie esperienze extra-universitarie e la mia media dei voti. Sono stata ammessa al colloquio orale, che ho sostenuto con tre professori il 14 ottobre, e lì ho esposto la mia tesi, che ho discusso il 22 ottobre a Parma. Mi sono state fatte domande sul mio futuro e ho spiegato loro che vorrei fare la ricercatrice in ambito nucleare. Dopo una valutazione e un voto anche sul colloquio sono stata ammessa, perché sono arrivata tra i primi tre (i posti erano tre, ndr)», racconta la giovane, che si è appena laureata alla triennale con una tesi  in Dinamica degli ioni di litio in elettroliti solidi. 


Prima del percorso universitario, che l’ha letteralmente rapita, Greta Brianti ha frequentato il liceo scientifico Maria Luigia. A 16 anni, per un mese, ha fatto anche volontariato in Indonesia, attivandosi per la salvaguardia delle tartarughe marine: «Era un momento di inquietudine per me, così sono andata. Lì mi occupavo degli animali e di pulire la spiaggia. In più, una volta alla settimana, insieme ad altri volontari insegnavamo l’inglese in una scuola. Mi è servito a concludere i miei studi e a capire cosa contava davvero». 
Nella Fisica si è «buttata» a 19 anni, ma già durante le scuole superiori, nei fine settimana, frequentava dei corsi organizzati dall’università di Torino, che permettevano agli studenti del liceo di accedere al mondo accademico: «A Bardonecchia ho iniziato a frequentare il corso di relatività, di cui non capivo niente - ride -. Da quel momento, da quando mi sono avvicinata a questo tipo di mondo, me ne sono innamorata». 


Da «grande», vorrebbe lavorare nel mondo della ricerca, per «poter apportare dei miglioramenti, soprattutto nell’ambito dell’energia» spiega. E aggiunge: «Il vero problema da risolvere subito e nel migliore dei modi è il fabbisogno energetico mondiale, ancora oggi basato sul petrolio. Quando passeremo il picco, sarà un problema grave. Dobbiamo trovare una soluzione oggi ed è quello che io mi propongo di fare. Il mondo della fisica non ti dà il permesso di rilassarti, perché è sempre in evoluzione e tu ti devi evolvere con esso». 


A chi le chiede se c’è un modello a cui si è ispirata, la 22enne non ha dubbi: «Mio fratello Marco, che ha 31 anni e fa il professore al Boston College. Anche lui aveva vinto una borsa di studio alla Banca d’Italia ed è una persona molto intelligente, che mi ha introdotto al mondo dello studio, facendomi capire quanto è importante e bello. Anche la presenza dei miei genitori è stata molto importante e li ringrazierò tutta la vita, perché anche nei momenti difficili mi hanno presa per mano e fatto capire qual era la scelta migliore per me, senza mai obbligarmi e senza mai farmi sentire sbagliata». 
«L’ansia e la paura di andare verso l’ignoto ci sono - dice ancora Greta -, però è bello  andare verso qualcosa che non si conosce e poter dimostrare quello che valgo. Mi piacciono molto le sfide».