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Reportage

Zinelli: «Il pronto soccorso di Parma regge l'urto, a differenza di altre città. Ecco perché»

11 novembre 2020, 07:10

Zinelli: «Il pronto soccorso di Parma regge l'urto, a differenza di altre città. Ecco perché»

MARA VAROLI

Salgono i contagi e aumentano anche i decessi. Ma a differenza di quello che accade nel resto d'Italia, per ora il sistema Parma regge l'urto di questa seconda ondata.

E al pronto soccorso Covid dell'ospedale Maggiore la situazione è sotto controllo, con 18-20 accessi al giorno, grazie anche a un piano interaziendale tra Ausl e Azienda ospedaliera universitaria, forte di una rete sul territorio che assicura la collaborazione dei medici di famiglia e la presenza sul campo delle Unità mobili multidisciplinari (Umm, Usca) per la cura dei pazienti a domicilio, che in caso di ricovero vengono trasportati direttamente nel covid hospital del Barbieri, senza passare dal pronto soccorso.

Oltre al fatto che il sistema dell'Azienda-ospedaliera di Parma è forte anche di un'ottima collaborazione e di un affiancamento specialistico tra i diversi reparti del Maggiore.

Tant'è che il primario del Pronto soccorso e di Medicina d'urgenza del Maggiore Marcello Zinelli confessa: «Per quanto riguarda gli accessi al ps della nostra città, non sono preoccupato, ma bisogna essere consapevoli che la situazione può mutare nel brevissimo periodo. Il virus continua a circolare in modo deciso e ancora per parecchi mesi dovremo conviverci».

Ma come si divide il pronto soccorso?

«Al pre-triage - continua Zinelli - si valutano i pazienti in base a dei parametri clinici ed epidemiologici: ci si informa sui sintomi che vengono accusati, dalla febbre alla mancanza del gusto fino a problemi respiratori, e viene sottoposto un questionario per sapere se la persona ha avuto contatti con soggetti positivi o proviene da zone ad elevato rischio. Dall'analisi di queste informazioni si decide per il pronto soccorso pulito e il pronto soccorso covid».

Quanti pazienti conta?

«Al pronto soccorso pulito contiamo 100-110 pazienti al giorno e dal 6 novembre il numero è aumentato, anche se ci sono stati momenti, come ad esempio domenica scorsa, con 69 accessi. Nel pronto soccorso covid abbiamo invece 18-20 persone al giorno e il numero si è mantenuto sostanzialmente stabile. Grazie anche al lavoro delle Unità mobili multidisciplinari, che si occupano di assistere i malati a domicilio, a Parma non abbiamo per ora la stessa percezione di altre realtà: la situazione fino a questo momento al ps del Maggiore è diversa dalla situazione dei pronto soccorso di città limitrofe. Complessivamente tra ps covid e ps pulito abbiamo circa 130 accessi al giorno, più 60 negli altri ps, di oculistica, pediatria e ginecologia-ostetricia».

Ma cosa accade quando un paziente entra nel pronto soccorso covid?

«Viene fatta una visita medica e vengono eseguiti gli accertamenti del caso con indagini radiologiche, ematiche e virali, nella fattispecie il tampone. Dopodiché si decide il nuovo percorso: se il paziente presenta sintomi lievi può essere dimesso e curato a domicilio, oppure può essere accompagnato al covid hospital o nelle cosiddette zone grigie, che si trovano in alcuni reparti delle Malattie infettive e del Barbieri».

Persone di età diversa?

«E' difficile fare una stima del periodo. Attualmente l'età media dei pazienti nel pronto soccorso covid è di 65 anni e ci sono sia uomini che donne».

Al momento al ps di Parma è tutto sotto controllo?

«Siamo in attesa di rispondere ad una eventuale ondata, con tutti i presidi aggiornati del personale e con i presidi di supporto ai pazienti. Con l'importante presenza di un piano aziendale che varia in base a pressioni epidemiologiche. Tutto il personale lavora in massima sicurezza e ogni utente viene tutelato con le misure di protezione, a partire dalla mascherina chirurgica».

Com'è diviso il personale medico e infermieristico?

«Ci sono due equipe che si dividono a rotazione. Per il turno diurno abbiamo 4 medici nel pronto soccorso pulito e un medico nel pronto soccorso covid; abbiamo 4 infermieri nel pronto soccorso covid e 10 nel pronto soccorso pulito».

C'è collaborazione con altri reparti dell'azienda ospedaliera?

«Sì, c'è un'ottima sinergia: tutto l'ospedale Maggiore sta gestendo i percorsi dei pazienti nel migliore modo possibile, prestando particolare attenzione ai possibili rischi».

Quali le raccomandazioni?

«Le raccomandazioni si ripetono: usare le mascherine e rispettare il distanziamento. Per i giovani l'appello è anche quello di mantenere una coscienza civile e una certa maturità nei comportamenti extra famigliari».

E per chi sospetta il covid?

«Bisogna seguire le vie classiche, attivando subito il medico di famiglia - conclude Zinelli -. L'auto-presentazione al pronto soccorso è sconsigliata sia per un sospetto covid sia per tutte le altre patologie».