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CORONAVIRUS

Tre decessi (tra cui un 58enne) e 38 nuovi positivi a Parma e provincia. Ancora 13 i pazienti in terapia intensiva

12 gennaio 2021, 17:03

Tre decessi (tra cui un 58enne) e 38 nuovi positivi a Parma e provincia. Ancora 13 i pazienti in terapia intensiva

Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 194.395 casi di positività, 1.563 in più rispetto a ieri, su un totale di 16.653 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore. La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti da ieri è del 9,4%.

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Continua intanto la campagna vaccinale anti-Covid, in questa prima fase riguardante il personale della sanità e delle Cra, compresi i degenti delle residenze per anziani: il conteggio progressivo delle somministrazioni effettuate si può seguire in tempo reale on line, sul nuovo portale della Regione Emilia-Romagna dedicato all’argomento: https://salute.regione.emilia-romagna.it/vaccino-anti-covid.

Alle 16.30 sono state effettuate oltre 82.932 vaccinazioni; 6.408 le somministrazioni oggi a quell’ora, tendendo presente che le aziende sanitarie proseguono per l’intera giornata.

Prosegue l’attività di controllo e prevenzione: dei nuovi contagiati, 783 sono asintomatici individuati nell’ambito delle attività di contact tracing e screening regionali. Complessivamente, tra i nuovi positivi 334 erano già in isolamento al momento dell’esecuzione del tampone, 670 sono stati individuati all’interno di focolai già noti.

L’età media dei nuovi positivi di oggi è 46,2 anni.

 

 

Sui 783 asintomatici, 466 sono stati individuati grazie all’attività di contact tracing, 21 attraverso i test per le categorie a rischio introdotti dalla Regione, 35 con gli screening sierologici, 7 tramite i test pre-ricovero. Per 254 casi è ancora in corso l’indagine epidemiologica.

La situazione dei contagi nelle province vede Bologna con 335 nuovi casi; a seguire Reggio Emilia (240), Rimini (228), Modena (203), Piacenza (131), Ferrara (128), Cesena (97), Ravenna (78). Poi il territorio di Forlì (54), quindi Parma (38) e infine Imola (31).

Questi i dati - accertati alle ore 12 di oggi sulla base delle richieste istituzionali - relativi all’andamento dell’epidemia in regione.

Nelle ultime 24 ore sono stati effettuati 16.653 tamponi, per un totale di 2.721.570. A questi si aggiungono anche 664 test sierologici e 9.047 tamponi rapidi effettuati da ieri.

Per quanto riguarda le persone complessivamente guarite, sono 2.786 in più rispetto a ieri e raggiungono quota 125.749.

I casi attivi, cioè i malati effettivi, a oggi sono 60.192 (-1.274 rispetto a ieri). Di questi, le persone in isolamento a casa, ovvero quelle con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 57.225 (-1.262), il 95,1% del totale dei casi attivi.

Purtroppo, si registrano 51 nuovi decessi: 7 a Piacenza (di cui una donna di 91 anni e 6 uomini di 61, 63, 82, 84, 88 e 95 anni), 3 in provincia di Parma (due donne – 95 anni e 98 anni-, e un solo uomo di 58 anni), 6 in provincia di Reggio Emilia (3 donne di 90, 94 e 97 anni e 3 uomini, di 74, 80 e 84 anni); 9 nel modenese (7 donne – di 83, 85, 87, 89, 90, 91 e 94 anni – e due uomini di 81 e 96 anni); 7 in provincia di Bologna (tutte donne – di 77, 86, 87, 92, 94, 95 e 97anni); 5 nel ferrarese (di cui 3 donne di 86, 88, 97 anni, e due uomini di 75 e 80 anni); 6 in provincia di Ravenna (4 donne – di 69, 78, 84, 86 anni – e due uomini, rispettivamente di 89 e 94 anni); 3 a Forlì-Cesena (e precisamente: una donna di 83 e due uomini di 64 e 80 anni; 4 nel riminese: due donne di 87 e 95 anni, e due uomini di 91 e 92 anni). Infine, si segnala il decesso di una donna di 83 anni diagnosticata dall’Ausl di Piacenza ma residente in provincia di Lodi.

In totale, dall’inizio dell’epidemia i decessi in regione sono stati 8.454.

I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 237 (-1 rispetto a ieri), 2.730 quelli negli altri reparti Covid (-11).

Sul territorio, i pazienti ricoverati in terapia intensiva sono così distribuiti: 14 a Piacenza (invariato rispetto a ieri), 13 a Parma (invariato), 17 a Reggio Emilia (-1 rispetto a ieri), 52 a Modena (-1), 47 a Bologna (-1), 16 a Imola (invariato), 28 a Ferrara (+1), 15 a Ravenna (+1), 4 a Forlì (invariato), 6 a Cesena (invariato) e 25 a Rimini (invariato).

Questi i casi di positività sul territorio dall’inizio dell’epidemia, che si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi:16.906 a Piacenza (+131 rispetto a ieri, di cui 72  sintomatici), 14.059 a Parma (+38, di cui 24 sintomatici), 26.162 a Reggio Emilia (+240, di cui 77 sintomatici), 34.647 Modena (+203, di cui 137 sintomatici), 38.701 a Bologna (+335, di cui 191 sintomatici), 6.195 casi a Imola (+31, di cui 15 sintomatici), 10.722 a Ferrara (+128, di cui 26 sintomatici), 14.826 a Ravenna (+78, di cui 41 sintomatici), 6.933 a Forlì (+54, di cui 37 sintomatici), 7.845 a Cesena (+97, di cui 62 sintomatici) e 17.399 a Rimini (+228, di cui 98 sintomatici).

Prosegue la campagna vaccinale anti-Covid in Emilia-Romagna. Nella giornata di oggi, alle ore 19, in regione sono state somministrate vaccinate contro il Coronavirus 8.108 persone. E le aziende sanitarie, da Piacenza a Rimini, stanno proseguendo con le somministrazioni. Vaccini effettuati a donne e uomini che lavorano nella sanità regionale fra medici, infermieri e operatori e a operatrici e operatori delle CRA, oltre ai degenti delle residenze per anziani. Dopo questo primo giro, nell’arco di 18-23 giorni ci sarà per tutti il richiamo, con una seconda somministrazione. Salgono quindi a 84.627 le persone vaccinate finora in Emilia-Romagna.

Continua la campagna vaccinale in Emilia Romagna: obiettivo, mettere in sicurezza ospedali, strutture socio-sanitarie e CRA

In Emilia-Romagna la campagna vaccinale contro il Covid sta procedendo a pieno ritmo. E nel rispetto delle indicazioni nazionali del commissario Domenico Arcuri. Nella sua comunicazione del 17 novembre scorso inviata alle Regioni, infatti, nel chiedere il numero di persone da vaccinare, per poter organizzare la campagna stessa, chiedeva di considerare per ogni presidio ospedaliero “il numero di personale operante al suo interno, a qualunque titolo”. Quindi - oltre al personale sanitario e sociosanitario - anche il personale non sanitario, come ad esempio gli amministrativi, i tecnici e i dipendenti delle aziende che garantiscono i servizi in appalto (pulizie, pasti, ecc.), altrettanto fondamentali per garantire il funzionamento dei servizi.

Questo per garantire che gli ospedali, ambienti più critici rispetto alla trasmissione virale insieme alle CRA, siano COVID-free. Infatti, anche in merito alle CRA la vaccinazione riguarda sia i degenti sia tutti gli operatori delle strutture per anziani.

Una scelta peraltro condivisibile: sarebbe infatti pericoloso vaccinare solo una parte di coloro che lavorano all’interno delle strutture ospedaliere e residenziali. Occorre infatti garantire i massimi livelli di sicurezza, creando ogni barriera possibile per contrastare l’accesso al virus in ambienti destinati a persone in situazione di estrema fragilità e a coloro che devono garantire la loro assistenza.

L’attività in corso è puntualmente rendicontata sul sito nazionale che aggiorna sul numero di vaccini fatti in Italia, così come in quello della Regione Emilia-Romagna, con i dati suddivisi in tre categorie: personale sanitario e socio-sanitario, personale non sanitario, ospiti strutture residenziali.

E’ quanto precisa l’assessorato regionale alle Politiche per la salute, dopo che in alcuni articoli di stampa si è parlato del fatto che in questa prima fase della vaccinazione siano state fatte rientrare categorie professionali non previste, a discapito degli anziani ospiti nelle CRA.

Per quanto riguarda poi le vaccinazioni nelle CRA, in Emilia-Romagna sono già oltre 6mila le dosi somministrate ai degenti delle residenze per anziani. Ora però è possibile procedere con maggiore facilità e rapidità. Prima dell’approvazione del Decreto legge del 5 gennaio 2021 (in particolare l’articolo 5), non c’erano modalità praticabili di raccolta del consenso per i soggetti non in grado di poterlo esprimere in maniera valida, e per i quali non fosse presente un tutore o amministratore di sostegno. Adesso, viceversa, si è nelle condizioni di poter accelerare.