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Uno sguardo indietro

Ricordate...? Dall'uomo nudo (di via Toscana) alla fuga di Angelina Jolie a Parma: le notizie più "folli" di gazzettadiparma.it

13 gennaio 2021, 18:05

Ricordate...? Dall'uomo nudo (di via Toscana) alla fuga di Angelina Jolie a Parma: le notizie più "folli" di gazzettadiparma.it

Non tutti sanno chi sia Pietro Rigosi. Il 20 luglio 1893, poco prima delle 17, il 28enne macchinista si impadronì di una locomotiva sganciata da un treno merci nei pressi della stazione di Poggio Renatico e alla folle velocità di 50 Km/h (all’epoca lo era) si diresse verso Bologna. Venne, come si suol dire, “sgamato” e il personale della stazione lo deviò verso un binario morto, dove la locomotiva si schiantò contro sei carri merci in sosta. A Rigosi venne amputata una gamba e rimase sfigurato in volto, ma si salvò. Il motivo per cui lo fece non si seppe mai del tutto. E lui non ne parlò mai. In tanti, però, si saranno ritrovati a cantare “La locomotiva”, celebre canzone di Guccini dedicata a questo episodio.

E Vincenzo Peruggia? La mattina del 21 agosto 1911 questo  semplice e umile decoratore varesotto (mica Arsenio Lupin) rubò dal Salon Carré del Louvre la Gioconda. Ma ciò che rese farsesco il furto del secolo (scorso) e probabilmente della storia, è tutta la vicenda: dal modo in cui prese il quadro più famoso di sempre e fuggì a come lo conservò due anni in una cassapanca del suo modesto appartamento (non lontano dal Louvre) con tanto di visita della polizia, dalle vicende collaterali (venne fermata una tappa del Tour de France perché fu vista una copia falsa del quadro lungo il tragitto e scambiata per l’originale) al suo ritrovamento. O, meglio, la consegna della Gioconda ad un antiquario fiorentino. Già perché Peruggia il quadro lo portò pure in Italia (riportò secondo lui, sbagliando), da Parigi a Firenze senza che nessuno se ne accorgesse: e le stazioni francesi all’epoca erano ipercontrollate per cercare il quadro. Si fidò (ingenuamente) dell’antiquario e glielo consegnò per verificare che fosse l’originale. Ma invece dei soldi, alla porta della pensione bussò la polizia. Quella italiana. 

Insomma, di notizie folli, farsesche, drammaticamente ironiche, assurde, di notizie che, messo da parte l’aspetto legale, fanno anche sorridere è piena la storia dei giornali. Veniamo a noi: e Parma?  Decisamente meno leggendarie, non epiche ma ugualmente folli. L’ultimo, in ordine di tempo, è il cosiddetto “uomo nudo di via Toscana” (leggi 1) (leggi 2) (Leggi 3). La sera del 10 dicembre scorso, in un bar di via Toscana, tra i clienti sbigottiti e increduli spunta un uomo nudo che cerca di abbracciare la gente, fregandosene delle norme anticovid. Inizia la caccia all’uomo per la città e le mille ipotesi sulla sua identità: qualcuno sfrutta la somiglianza con l'amico per prenderlo in giro. Cresce anche la paura (tra le donne) di ritrovarselo davanti nel buio della notte. Ma quella che sembrava una goliardata, invece, era l’inizio di una vera e propria escalation di  disturbo prima e vandalismo poi: da una passeggiata in via Toscana è passato allo show al pronto soccorso, quindi una suonata ai campanelli in un condominio di via Fleming, fino alla "vasca" nel centralissimo vicolo Sant'Ambrogio, a due passi dalla tavola calda Pepèn. Beccato, si trattava di un 26enne di origine tunisina. Arriviamo alla vigilia di Natale, quando si presenta (stavolta vestito) sotto i portici del Grano con bomboletta spray pronto a scrivere sul muro. O disegnare? Deviato dal suo intento, si è diretto verso via Mazzini dove è stato fermato e arrestato perché alla vista delle divise ha dato sfogo alla sua rabbia. 

In ordine sparso: ricordate della (improbabile) fuga a Parma di Angelina Jolie dopo la separazione da Brad Pitt (anche lui avvistato in città, in via Mazzini, nel pieno tentativo di una riconciliazione con la moglie)? (leggi 1) (leggi 2). E’ il settembre del 2016, Alfonso Signorini, re del gossip, svela in diretta tv che la bella Angelina, in rotta con Pitt, si è rifugiata nientepopodimeno che a Parma da un amico. Scattano gli avvistamenti: “Angelina piangeva sullo Stradone”, “Ho preso l’aperitivo con Angelina”, “Angelina era all’aeroporto”, “L’ho fermata per una foto ma è scappata in lacrime”. Resta il mistero.  Estate 2016: a Bogolese di Sorbolo si cerca un coccodrillo (leggi), o per lo meno qualcosa che gli assomigli. Ad avvistare l’animale, in un pomeriggio caldo caldo, uno stimato cittadino residente in zona che, rientrando a casa, avrebbe notato quell’insolita presenza lungo il canale che costeggia strada di Chiozzola, all’altezza dell’incrocio con via Quasimodo. Gli avvistamenti (e le ipotesi fantasiose) ma anche le battute e i post divertenti continueranno per tutta l’estate. Sempre estate, ma di oltre dieci anni fa: una coppia di fidanzati decide di farsi una passeggiata serale nel Parco Ducale. Effusione più, effusione meno, la serata si fa notte e i due vengono chiusi dentro, prolungando le coccole ma anche con tanta paura per ogni rumore che squarciava la notte romantica.

E il 23 febbraio 2018? Ore 3, piazza Garibaldi innevata, silenziosa e assonnata viene svegliata dalle acrobazie (e derapate) di un quad e del suo “folle” pilota. Se ne parlò per giorni tra i tavolini del bar: “Lo conosco è uno che fa le gare”, “E’ un mio amico”, “E’ un americano”. Ma anche “E’ un imbecille”.

 

Settembre 2019, piena notte, laterale di via Petrarca (leggi), un 50enne sta tornando a casa dopo una serata con amici, ma di andare a dormire non ne ha voglia. Cosa si può fare? “Ma sì, vado a Saint Tropez è pure il mio compleanno”. A pochi metri vede un Isuzu per la raccolta della plastica fermo. L'operatore della Sirio è sceso per caricare sacchetti e cassonetti, lasciando acceso il motore per attivare il compattatore. Prendere la propria auto? No, l’uomo sale sopra e se ne va, non prima di un «Scusi, ma come si innesta la prima?» rivolto all’incredulo operatore. Un viaggio di oltre 5 ore per arrivare all'alba in Costa Azzurra, ancora addormentata. Un viaggio in autostrada tra gli increduli viaggiatori che lo hanno incrociato e con il lampeggiante acceso: “non sapevo come spegnerlo”. Saint Tropez a quell’ora offriva poco, quindi il rapido ritorno a casa. Ma alla frontiera si è ritrovato la polizia ad attenderlo: Già, l’Isuzu era dotato di gps. 

E la foto del “maschio gonfiabile” trasportato da un’elegante e giovane signora con la bici, nei borghi del centro, arrivata da un gazzareporter? 

Immagini… forti anche nel giugno 2014, in alcuni totem pubblicitari della zona di via Bixio, compaiono video porno (leggi). Luglio 2019, una ponga si fa una vasca in via Cavour, guardando e ammirando le vetrine (Guarda)
Sempre luglio, ma di qualche anno prima, 2013: Una coppia di fidanzati - un 35enne reggiano e la fidanzata - importunavano i clienti in un locale di Beneceto (leggi). Arrivano i carabinieri e si scatena una zuffa con la donna che lancia sassi all’auto dei militari. Arriva il faccia a faccia con il giudice, con l’uomo che si presenta in tribunale scalzo e a torso nudo. Febbraio 2010, lo spacciatore girava nudo in un albergo della zona di via Gramsci (leggi) con, in corpo, 100 grammi di droga in ovuli. Il 43enne ghanese è stato arrestato. 

Luglio dello scorso anno, una coppia si apparta (mica tanto) per fare sesso (leggi). Non in un posto sperduto, tantomeno in una suggestiva  garçonnière ma en plein air in Pilotta. Immediato l’arrivo delle forze dell’ordine. Nessun senso di colpa e nemmeno una minima autocritica: i due si scagliano contro i poliziotti insultandoli.  Simile ma meno violenta: giugno dello scorso anno, denunciati due giovani amanti, facevano l'amore nel parco Ferrari. Lei è minorenne. 

Ed infine, giugno 2018, un 28enne di Parma, di origine moldava, pure ubriaco al volante, ha ignorato il rosso del ponte Verdi sul Po (leggi). Stanco di aspettare e decisamente su di giri a bordo della sua auto si è lanciato per superare tutte le auto e i camion che erano in fila in attesa che il semaforo diventasse verde. Peccato che tra le auto sorpassate ci fosse anche quella dei carabinieri di Roccabianca.