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Arrestati due albanesi: condannati ed espulsi sono rientrati in Italia sotto un altro altro nome

14 gennaio 2021, 10:54

Arrestati due albanesi: condannati ed espulsi sono rientrati in Italia sotto un altro altro nome

Nella mattina di martedì  gli agenti della polizia  di servizio per la vigilanza sul rispetto della normativa di cui al vigente DPCM hanno notato vicino alla  stazione ferroviaria lungo i viali Falcone e Borsellino, tre  stranieri aggirarsi  con fare sospetto e  hanno deciso  di fermarli per sottoporli  ad un controllo documentale.

I tre,  cittadini albanesi, mostravano i relativi passaporti dai quali si evinceva il loro regolare ingresso in area Schengen. I sospetti degli agenti nascevano tuttavia dal fatto che i tre risultavano completamente sconosciuti nella consultazione delle banche dati in uso alle forze di polizia. Decidevano quindi di accompagnarli in questura per sottoporli a più approfonditi controlli.

Nei locali di borgo della Posta il sistema di rilevazione automatica delle impronte digitali evidenziava che due dei tre soggetti erano già noti alle forze di polizia, ma sotto altro nome. Emergeva infatti che i due, già resisi responsabili nel 2018 di reati contro il patrimonio, e nello specifico di furto in abitazione in concorso tra loro, erano stati arrestati, tratti a giudizio dinanzi al tribunale di Parma ed espulsi dal territorio nazionale come misura sostitutiva alla detenzione, con esplicito divieto di ritorno in Italia per un periodo di cinque anni.

Da consultazione degli atti interni all'ufficio immigrazione si appurava altresì che l’espulsione era stata eseguita per entrambi con accompagnamento coattivo alla frontiera aerea di Verona, dove erano stati imbarcati su un volo diretto al loro paese d’origine.

Verificato il loro reingresso illecito sul territorio, gli agenti, dandone immediata notizia al sostituito procuratore della Repubblica di turno e al difensore, traevano immediatamente in arresto i due soggetti, sequestrando i passaporti  poiché utilizzati o comunque pertinenti al reato. I due venivano quindi trattenuti nelle camere di sicurezza della questura in attesa del procedimento per direttissima del giorno seguente.

Anche il terzo soggetto fermato dagli operatori veniva trttenuto in camera di sicurezza a disposizione dell’Ufficio immigrazione, poiché irregolare sul territorio ed in attesa degli adempimenti amministrativi inerenti all’espulsione

I cittadini stranieri sono stati processati  per direttissima mercoledì e il giudice ha convalidato  l’arresto.

Questi patteggiavano una condanna ad un anno di reclusione e, dopo la lettura della sentenza, venivano immediatamente tradotti in carcere in stato di custodia cautelare sussistendo pressanti esigenze cautelari quali il pericolo di reiterazione del reato ed il pericolo di fuga.

Il terzo soggetto, invece, poiché irregolare sul territorio nazionale, verrà espulso  con accompagnamento coatto in frontiera.