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Via Cimabue

I residenti fanno pulizia. «Ma il Comune installi dei lampioni»

20 gennaio 2021, 09:53

I residenti fanno pulizia. «Ma il Comune installi dei lampioni»

Raccolta differenziata fai da te: «Ma non basta, abbiamo bisogno delle istituzioni». La voce è quella degli abitanti di via Cimabue, placida laterale di via Langhirano che corre a lato del torrente Cinghio, i quali si sono lanciati in un repulisti spontaneo e autonomo, proprio in questi giorni. 

«Si tratta di un’iniziativa nata fra noi, quasi per scherzo – spiega Eugenio, uno degli abitanti della viuzza già balzata agli onori della cronaca per poca illuminazione e molti rischi incidente -. Una sorta di patto di civiltà fra dirimpettai».
 E così, con immancabili mascherine e guantoni da lavoro, un folto grappolo di famiglie ha fatto la spola avanti e indietro lungo il fossato per raccattare cartacce, lattine, fazzoletti usati e di tutto un po’. 

«Il coronavirus avrà anche fermato il mondo, ma di certo non ha minimamente scalfito quei maleducati che hanno scambiato la nostra strada per un immondezzaio a cielo aperto». 

E il bilancio è presto detto e visto, grazie alle fotografie che sono state scattate a fine giornata. 

Sono almeno dieci i sacchi gialli zeppi di plastica riempiti dagli spazzini per un giorno, «ed è una grande soddisfazione – prosegue il portavoce dei residenti -. Ma abbiamo bisogno di aiuto da parte delle istituzioni. Non fraintendeteci: siamo molto orgogliosi di vedere questo spicchio di Parma particolarmente popolato. Complice il lockdown e la pista ciclabile, infatti, in tanti hanno riscoperto il piacere di passeggiate e giri in bicicletta, ma in diversi hanno scambiato questa strada per una discarica». E così quando i “turisti per un giorno” rientrano verso le rispettive dimore, «a noi rimane sporcizia e degrado», aggiunge sconsolato il cinquantenne. 

C’è poi il curioso caso delle pubblicità «che, ogni volta che vengono sostituite dalle plance, non vengono mai eliminate del tutto – continua Eugenio –. Troviamo i brandelli di quelle vecchie abbandonati nella boscaglia, come documentano le foto che abbiamo scattato in più occasioni. Di cestini urbani se ne conta uno soltanto che ovviamente non basta e anche il contenitore per il verde è un lusso che, evidentemente, non possiamo permetterci, visto che l’unico che c’è è dedicato agli orti sociali». 

Rimane poi l’antica questione dell’illuminazione «insufficiente per garantire la sicurezza di chi abita questa via e deve imboccare via Langhirano quasi alla cieca – conclude -. Ma questa è un’altra storia. Mia moglie per prima ha inviato numerose richieste al Comune tramite posta certificata, oltre un anno fa. Risposte? Zero».
Ch. Poz.