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Poliziotta dell'Ufficio Immigrazione sveltiva le pratiche e il marito gestiva il "tariffario: arrestati insieme ad altri 10

22 gennaio 2021, 11:28

Poliziotta dell'Ufficio Immigrazione sveltiva le pratiche e il marito gestiva il "tariffario: arrestati insieme ad altri 10

Un giro di pratiche agevolate per il rilascio di permessi di soggiorno in cambio di denaro e beni di altra natura: con questa accusa stamattina la Polizia di Stato ha dato esecuzione a  un'ordinanza cautelare nei confronti di dodici persone adottata dal Gip Mattia Fiorentini su richiesta della Procura.

In carcere è finito Mandeep Jalph, chiamato Rommy, 41enne indiano;

Agli arresti domiciliari, invece, Serafina La Placa, 56 anni, assistente capo della Polizia di Stato, in servizio all’Ufficio Immigrazione della Questura di Parma e il marito Filippo Pignato, 57 anni. E ancora: 

  • · SINGH Sukhjinder classe ’80, cittadino indiano;
  • · SINGH Tarlochan classe ’85, cittadino indiano;
  • · SULA Xhevahir classe ’83, cittadino albanese;
  • · SINGH Dalip alias Jambo classe ’75, cittadino indiano;
  • · BOUZID Taoufik classe ’72, cittadino tunisino;
  • · TOUMI Fatma classe ’83, cittadina tunisina;
  • · ANWAR Naeem classe ’65, cittadino pakistano;
  • · CHEN Tilian alias CHEN Ti Lian alias Attilio classe ’64, cittadino cinese;
  • · MEHER Tanver Afzal alias Alì classe ’73, cittadino pakistano.

Sono tutti indagati, con specifici e distinti ruoli, per il reato di corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio.  Nello specifico, La Placa, nel suo ruolo di dipendente dell’Ufficio Immigrazione, avrebbe agevolato la trattazione delle pratiche di rilascio/rinnovo dei titoli di soggiorno di cittadini stranieri che le venivano commissionate - attraverso il marito - dagli altri indagati. In cambio, riceveva un’illecita remunerazione in denaro o in beni di varia natura, attraverso un "tariffario" gestito dal marito.

L’attività investigativa, condotta dalla Squadra Mobile e coordinata dal Procuratore della Repubblica  Alfonso D’Avino e dalla Sostituta Procuratrice Arienti, è partita grazie alle dichiarazioni rese da un’utente dell’Ufficio Immigrazione che, nell’estate del 2019, si era recata lì per il rilascio del permesso di soggiorno delle proprie sorelle. La donna era stata ricevuta da una dipendente dell’Ufficio che, presa in carico la pratica, le aveva spiegato che era “l’unica” a cui rivolgersi per accelerare l’iter e le aveva fornito un numero di telefono da chiamare in caso di problemi, spiegando che all'utenza avrebbe potuto rispondere anche il proprio marito.

Una volta ricevuti i permessi di soggiorni delle sorelle, quello che si era presentato come il marito della poliziotta e con cui si erano sentiti varie volte in precedenza, aveva iniziato a chiamarla insistentemente, pretendendo una remunerazione da parte sua  e ricevendo in cambio un netto rifiuto. E da lì le indagini sono partite.

Capi di abbigliamento, spese in negozi, generi alimentari e pranzi. Erano, secondo le indagini, il prezzo degli interventi di Serafina La Placa, assistente capo della Polizia arrestata a Parma per aver agevolato pratiche sull'immigrazione. E’ emerso poi anche un tariffario: 400 euro per una pratica molto bloccata o complessa, 200 per la trattazione di una pratica ordinaria, 100 per la consegna. 
Si trattava di indicazioni di massima, collegate anche agli importi per gli altri 'intermediarì indagati. In alcune conversazioni intercettate si sente La Placa, insieme al marito, anche lui arrestato, commentare le somme incassate dagli intermediari a fronte delle cifre più basse date a loro. Alla donna sono contestati 13 episodi di corruzione per atto contrario ai doveri di ufficio, in concorso con il marito e, di volta in volta, con gli intermediari, destinatari della misura cautelare, oppure con altri che si erano mossi per trattare la propria pratica o quella di familiari. 
Complessivamente sono state ricostruite 40 pratiche illecitamente gestite da La Placa, ma «è apparso evidente», spiegano gli «Comunque abbiamo fatto un bel giro», diceva Filippo Pignato parlando con la moglie, Serafina La Placa, e commentando il sistema di corruzione scoperto dalla squadra mobile di Parma, basato su soldi e altri beni per agevolare pratiche legate ai permessi di soggiorno.

L'intercettazione è agli atti dell’inchiesta che ha portato all’emissione di 12 misure cautelari tra cui, appunto, gli arresti domiciliari per La Placa, assistente capo della Polizia e dipendente dell’ufficio immigrazione della questura parmense. 
Secondo gli investigatori la maggior parte degli interventi di La Placa ha comportato un’accelerazione dei termini ordinari di definizione delle pratiche e un canale privilegiato. «Ci vogliono 8-9 mesi (...) se vieni da me ci vogliono 40 giorni», diceva uno degli altri indagati, in una conversazione con un connazionale. 

Il questore: "Nessun altro agente coinvolto"

Nessun altro agente coinvolto perchè si tratta di «un ufficio sano ed i controlli interni sono già attivi». Così il Questore di Parma Massimo Macera parla dopo la vicenda che ha visto l’arresto di una agente dell’ufficio Immigrazione di Parma accusato di avere agevolato pratiche per le richieste di soggiorno attraverso il pagamento di denaro. 
«Non è comunque una gran bella giornata per la Questura di Parma - ha concluso il questore - Sono certo che tutto questo servirà da monito; non perchè potrebbe ricapitare una condizione del genere ma perchè, a volte, ci possono essere delle situazioni in cui si sbriga una pratica in modo non regolare. Ecco questo non dovrà mai più succedere».