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5 decessi e 31 nuovi positivi a Parma e in provincia. Ancora 14 i pazienti in terapia intensiva

02 febbraio 2021, 16:31

5 decessi e  31 nuovi positivi a Parma e in provincia. Ancora 14 i pazienti in terapia intensiva

Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 220.575 casi di positività, 879 in più rispetto a ieri, su un totale di 28.432 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore. Si tratta del numero di contagi più basso registrato in Emilia-Romagna dalla prima settimana di ottobre. La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti da ieri è del 3,1%.

Continua intanto la campagna vaccinale anti-Covid, che in questa prima fase riguarda il personale della sanità e delle Cra, compresi i degenti delle residenze per anziani.  Alle ore 15 sono state somministrate complessivamente 212.990 dosi, di cui 5.706 oggi; sul totale, 81.438 sono seconde dosi, e cioè le persone che hanno completato il ciclo vaccinale e sono perciò immunizzate. Si ricorda che, alla luce delle nuove forniture di dosi di Moderna e Pfizer-Biontech,previste in Emilia-Romagna per questa settimana, anche per i prossimi giorni proseguiranno in via prioritaria i richiami, con la somministrazione della seconda dose a chi ha ricevuto la prima, e ai degenti delle Cra.

Prosegue l’attività di controllo e prevenzione: dei nuovi contagiati, 386 sono asintomatici individuati nell’ambito delle attività di contact tracing e screening regionali. Complessivamente, tra i nuovi positivi 299 erano già in isolamento al momento dell’esecuzione del tampone, 416 sono stati individuati all’interno di focolai già noti.

L’età media dei nuovi positivi di oggi è 42,4 anni.

Sui 386 asintomatici, 260 sono stati individuati grazie all’attività di contact tracing, 27 attraverso i test per le categorie a rischio introdotti dalla Regione, 6 con gli screening sierologici, 5 tramite i test pre-ricovero. Per 88 casi è ancora in corso l’indagine epidemiologica.

La situazione dei contagi nelle province vede Bologna con 215 nuovi casi; poi Modena (166), Reggio Emilia (95), Rimini (84), Ferrara (78), Cesena (66) e Piacenza (59); seguono le province di Forlì (38), Parma (31), Ravenna (24), e infine Imola (23).

Questi i dati - accertati alle ore 12 di oggi sulla base delle richieste istituzionali - relativi all’andamento dell’epidemia in regione.

Nelle ultime 24 ore sono stati effettuati 17.308 tamponi molecolari, per un totale di 3.011.257. A questi si aggiungono anche 294 test sierologici e 11.124 tamponi rapidi.

Per quanto riguarda le persone complessivamente guarite, sono 2.096in più rispetto a ieri e raggiungono quota 165.681.

I casi attivi, cioè i malati effettivi, a oggi sono 45.312 (-1.289 rispetto a ieri). Di questi, le persone in isolamento a casa, ovvero quelle con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 42.938 (-1.275), il 94,8% del totale dei casi attivi.

Purtroppo, si registrano 72 nuovi decessi: 7 a Piacenza (due donne di 93 e 101 anni, e 5 uomini: uno di 67, uno di 71, due di 89 e uno di 95 anni); 5 in provincia di Parma (4 donne di 66, 71, 76 e 92 anni, e un uomo di 86 anni); 2 donne in provincia di Reggio Emilia (di 78 e 86 anni); 6 nella provincia di Modena (due donne - di 85 e 90 anni - e 4 uomini di 52, 72, 86 e 91 anni); 29 in provincia di Bologna (13 donne: di 75, 76, 79 anni, due di 81, una di 85, una di 88, una di 90, due di 91, poi di 92, 94 e 97 anni; 16 uomini: di 53, 62, 66, 73, 79, 80 anni, due di 81, e ancora di 82, 83, 87 anni, due 90enni, due di 93 e uno di 95 anni); 5 nella provincia di Ferrara (tre donne - di 80, 82 e 86 anni - e due uomini di 78 e 83 anni); 4 in provincia di Ravenna (una donna di 93 anni e tre uomini di 66, 78 e 90 anni); 9 in provincia di Forlì-Cesena (6 donne di 85, 89, 90, 91, 92 e 97 anni; tre uomini di 84, 85 e 88 anni); 5 nel riminese (due donne di 85 e 93 anni, e tre uomini di 74, 77 e 89 anni).

In totale, dall’inizio dell’epidemia i decessi in regione sono stati 9.582.

I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 198 (-9 rispetto a ieri), 2.176 quelli negli altri reparti Covid (-5).

Sul territorio, i pazienti ricoverati in terapia intensiva sono così distribuiti: 17 a Piacenza (+1), 14 a Parma (numero stabile rispetto a ieri), 16 a Reggio Emilia (-2), 39 a Modena (-5), 42 a Bologna (-2), 13 a Imola (-1), 28 a Ferrara (+1), 6 a Ravenna (invariato), 2 a Forlì (invariato), 2 a Cesena (-1) e 19 a Rimini (invariato).

Questi i casi di positività sul territorio dall’inizio dell’epidemia, che si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: 18.474 a Piacenza (+59 rispetto a ieri, di cui 37 sintomatici), 15.433 a Parma (+31, di cui 16 sintomatici), 29.306 a Reggio Emilia (+95, di cui 42 sintomatici), 38.870 a Modena (+166, di cui 108 sintomatici), 43.649 a Bologna (+215, di cui 144 sintomatici), 7.035 casi a Imola (+23, di cui 8 sintomatici), 12.831 a Ferrara (+78, di cui 22 sintomatici), 16.650 a Ravenna (+24, di cui 13 sintomatici), 8.307 a Forlì (+38, di cui 24 sintomatici), 9.501 a Cesena (+66, di cui 40 sintomatici) e a 20.519 Rimini (+84, di cui 39 sintomatici).

Noceto:  dall’inizio dell’epidemia sono state 366 le persone risultate positive, delle quali 29 sono purtroppo decedute, 310 guarite e al 1 febbraio sono 27 i casi attivi su 13mila abitanti.

Da lunedì scorso l’Emilia Romagna, come la quasi totalità delle regioni italiane è passata in zona gialla per effetto dei parametri positivi riscontrati in sede di monitoraggio. Sulla notizia, molto attesa e già preannunciata, questo il commento del sindaco Fabio Fecci, che nei giorni scorsi ha inviato anche in qualità di vicepresidente Anci Regione ER, al Ministero, della Salute ed al presidente Bonaccini un appello affinché il monitoraggio possa avvenire su base provinciale e non più regionale "Il passaggio in zona gialla - dichiara il sindaco - è senz’altro positivo. Ad oggi, a distanza di quasi un anno dall’insorgere dell’epidemia , vorrei fare una narrazione di quanto è accaduto a Noceto anche attraverso i dati sui contagi, che ho reso noti alcune volte sia durante la prima che durante la seconda ondata, in particolare a novembre quando c’è stato un significativo incremento di casi. I dati, Comune per Comune, sono stati messi a disposizione più volte anche dalle testate giornalistiche locali. Seguendo le indicazioni dell’AUSL e sulla stessa linea di pensiero di altri sindaci – come massime autorità di protezione civile sui territori amministrati -, ho sempre dato diffusione ai numeri con la massima cautela, anche perché non sempre ci venivano comunicati in tempo reale ma in alcuni periodi c’era l’effetto cumulo, che avrebbe potuto creare ingiustificati allarmismi. Da parte mia ho monitorato i dati giorno dopo giorno, con la massima attenzione ed orientando a questi le decisioni da prendere. Il dato di sintesi dei contagi a Noceto è che questi si sono sempre mantenuti costantemente inferiori alla media provinciale. Ripercorrendo l’anno che si è concluso, questa la lettura dei dati: 75 i casi i accertati da febbraio a luglio, dato che ritengo molto importante e frutto anche delle misure di massimo rigore che io – fra i primi sindaci in Italia - ho adottato da subito. Importante perché si collocava molto al di sotto della media sia provinciale che regionale in un periodo dove la malattia era sconosciuta e particolarmente aggressiva, e chi si ammalava aveva alte possibilità di non farcela. In quel periodo si sono registrati 22 decessi. Da agosto a ottobre sono stati 21 i casi accertati, rispecchiando la flessione nazionale, mentre dal 24 ottobre al 12 novembre sono stati 63, dato che francamente mi aveva un po’ preoccupato e che mi aveva portato ad un ulteriore stretta sui controlli. Dal 13 novembre ad oggi i casi accertati sono stati 207, 7 i deceduti.  Appare evidente che i decessi si sono concentrati nel primo periodo, pur con un numero di contagi accertati fortemente inferiore, mentre sono notevolmente diminuiti durante la seconda ondata, a fronte di un incremento dei contagi riscontrati. A Noceto quindi dall’inizio dell’epidemia sono state 366 le persone risultate positive, delle quali 29 sono purtroppo decedute , 310 guarite e al 1 febbraio sono 27 i casi attivi su 13mila abitanti. Vorrei concludere con un appello : l’attuale allentamento delle misure non deve assolutamente farci abbassare la guardia, occorre a maggior ragione adottare tutte le precauzioni possibili, la vaccinazione di massa è ancora lontana e le varianti del virus sono ancora più contagiose. Prosegue quindi la necessaria attività di controllo sul territorio da parte di Polizia Municipale e Carabinieri, anche se posso dire che a Noceto i cittadini hanno sempre dimostrato senso di responsabilità, correttezza e buon senso. Questo anche nel rispetto della salute di tutti, in particolar modo dei più fragili, e anche di quanti , vivendo del loro lavoro nel settore commerciale e produttivo non hanno uno stipendio fisso e sarebbero definitivamente messi a tappeto da un ritorno in zona arancione o rossa. Ecco il senso di una suddivisione delle zone a livello provinciale e non più regionale, che permetterebbe ad un numero maggiore di attività di lavorare , mentre quelle penalizzate dalle misure più restrittive, perché situate in province con alti numeri di contagi, potrebbero beneficiare di maggiori ristori economici"