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La maxi-rissa? In realtà un duello con organizzatori e pubblico. Perquisizioni per due maggiorenni e cinque minorenni

11 febbraio 2021, 12:05

La maxi-rissa? In realtà un duello con organizzatori e pubblico. Perquisizioni per due maggiorenni e cinque minorenni

La maxi-rissa del 9 gennaio in piazzale della Pace? In realtà un duello con organizzatori (via social) e pubblico. E' quello che è emerso dalle indagini della Squadra mobile di Parma, coordinata dalla Procura. 

Ed è così che nella mattinata di ieri i poliziotti della Mobile hanno dato esecuzione a due decreti di perquisizione emessi  dalla Procura della Repubblica di Parma e dalla Procura della Repubblica preso il Tribunale per i Minorenni di Bologna nei confronti di alcuni giovani, due maggiorenni e cinque minorenni, indiziati di aver preso parte, a vario titolo, a quello che era stato un "evento" organizzato in piazzale della Pace.

Quel pomeriggio - il primo sabato non “rosso” dopo le chiusure natalizie - al “113” erano arrivate numerose chiamate da parte di cittadini allarmati che segnalavano una rissa in piazzale della Pace in cui sarebbero state coinvolte diverse decine persone, adolescenti o poco più. Immediatamente, erano state mandate sul posto le pattuglie ma, al loro arrivo, la folla si era già dispersa e gli ultimi giovani che si erano attardati sulla piazza, si erano allontanati al suono delle sirene.

Ma in poco tempo la notizia di una maxirissa tra una cinquantina di ragazzini aveva fatto il giro dei social e dei media anche attraverso alcuni filmati di cittadini testimoni.

Proprio grazie all'ascolto di alcuni testimoni, e ai contributi delle telecamere del sistema di videosorveglianza presenti su tutti i lati della  piazza è stata avviata -con il contributo della Polizia Locale- l'indagine per ricostruire l’effettiva dinamica dei fatti ed individuarne i protagonisti.

Gli esiti di questo lavoro hanno consentito di accertare che in realtà non si era verificata alcuna rissa, ma che si era trattato di una violenta sfida tra due soli giovani, circondati da un nutrito gruppo di loro coetanei che si è mosso insieme a loro, seguendoli durante tutto lo scontro, durato meno di 50 secondi.

Se i soggetti che materialmente si sono picchiati erano solo due, l’analisi delle registrazioni ha, tuttavia, consentito di documentare che all'interno del nutrito gruppo di ragazzini che circondava i due contendenti e che assisteva ai fatti, vi erano alcuni giovani che  sembravano esser partecipi come organizzatori. Tanto che nelle immagini dei minuti precedenti allo scontro, i due "rivali" stavano parlando tra di loro senza animosità che potesse far pensare ad un litigio e presagire una lite imminente.

Intorno a loro, invece, vi era una certa fibrillazione diffusa, come se si fosse in attesa di qualcosa. Qualcosa che è infine arrivato: l'allontanamento tra loro dei due giovani, la creazione intorno a loro dello spazio, facendo allontanare tutto il “pubblico”. Di lì a poco, lo scontro in quell'improvvisato “ring” e svoltosi a favore degli obiettivi di tre cellulari tra le mani di altrettanti giovani. Probabilmente nel gruppo di organizzatori, che hanno ripreso in “esclusiva” tutte le fasi.

Al termine di questa preliminare analisi delle immagini, gli agenti della Squadra Mobile, attraverso accertamenti su fonti aperte e social network, sono arrivati a idetificare alcuni testimoni diretti e, attraverso le loro parole, anche i protagonisti dei fatti (i due sfidanti - di cui uno maggiorenne ed uno minorenne - ed alcuni organizzatori), ricostruendo, di ciascuno di essi, il ruolo e le specifiche condotte.

La Procuradi Parma e  la Procura presso il Tribunale per i minorenni di Bologna, condividendo la ricostruzione effettuata, hanno ipotizzato il reato di istigazione a delinquere  a carico dei cinque giovani ritenuti gli organizzatori (uno dei quali appariva l’arbitro della contesa), mentre per i contendenti appare ipotizzabile il più lieve reato di percosse.

E a quel punto sono arrivati i decreti di perquisizione domiciliare, alla ricerca dei capi di abbigliamento usati il 9 gennaio  ed eventualmente di supporti telefonici sui quali fossero registrate le fasi dell’evento.

In effetti sono stati ritrovati capi di abbigliamento utili per le indagini mentre, per quanto riguarda i cellulari, ad una prima analisi le chat iniziano tutte da un periodo successivo al 9 gennaio.

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