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CORONAVIRUS

Donini: "Passaggio in arancione? Emilia Romagna in bilico ma attendiamo il governo"

18 febbraio 2021, 14:13

Donini: "Passaggio in arancione? Emilia Romagna in bilico ma attendiamo il governo"

«Noi siamo in bilico e aspettiamo di capire le determinazioni del Governo ma mi chiedo se questa», ovvero la suddivisione in fasce 'coloratè delle regioni italiane, sia la strategia giusta». Così l’assessore regionale alla Sanità, Raffaele Donini, a margine di una videoconferenza a Modena rispondendo a una domanda sul possibile ritorno in fascia 'arancionè dell’Emilia-Romagna. 

«Siamo in una situazione che vede ancora il virus circolare a livello nazionale e internazionale. Mi chiedo, tutte le volte, sia che si vada in giallo sia in arancione, quanto sia efficace questa strategia dell’Italia maculata nella quale il virus rimbalza, si impenna e poi decresce nelle varie regioni. E quanto invece - aggiunge - sarebbe più utile una visione generale del nostro Paese magari intervenendo nelle situazioni circoscritte dove ci sono espressioni di forte propagazione del virus o pericolosi scenari di focolai». 

E-R, ricoveri sono sotto livello di guardia - Contagi tendenzialmente in aumento ma la pressione dei ricoveri sulle strutture ospedaliere al di sotto dei livelli di guardia. E’ la sintesi della situazione epidemiologica in Emilia-Romagna fatta dall’assessore regionale alla sanità, Raffaele Donini, a margine di una videoconferenza a Modena su uno studio condotto dall’Aou modenese. 

In regione, ha detto, c'è «una situazione non superiore a livello di guardia per quello che riguarda i ricoveri: siamo ampiamente sotto la soglia del 30% in terapia intensiva e del 40% nei reparti Covid. I contagi sono tendenzialmente in aumento, anche in relazione alla presenza delle mutazioni genetiche del virus. La situazione è in questo ambito - ha aggiunto rispondendo a una domanda sul possibile passaggio in 'arancionè dell’Emilia-Romagna - per cui a mio giudizio il Governo dovrebbe tenere conto di vari fattori, di vari indicatori, certamente la propagazione del virus da un lato ma anche una situazione che ad oggi non è a livello di guardia per quello che riguarda la saturazione degli ospedali».