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IL CASO

Moschea, Pizzarotti: "In 20mila non hanno più un luogo di culto". Ed è già polemica

15 marzo 2021, 16:04

Moschea, Pizzarotti: "In 20mila non hanno più un luogo di culto". Ed è già polemica

"Non potendo più rientrare, per normativa, nelle associazioni di promozione sociale, oggi vi sono 20 mila parmigiani e parmensi di fede musulmana che non hanno un luogo di culto in cui ritrovarsi, pregare e vivere in piena libertà e armonia il proprio credo". Inizia con queste parole il post su facebook del sindaco Federico Pizzarotti sul tema della moschea in città dopo la cancellazione operata dalla regione Emilia-Romagna.

"La norma regionale - prosegue Pizzarotti - si rispetta e si applica, senza se e senza ma: vale per tutti nessuno escluso, quindi anche per la comunità islamica di Parma. Ma rispettata la norma, il problema rimane: chiunque ha il diritto di vivere la propria vita e la propria religione. Devo dire che in questo periodo storico dove si ha molta paura di prendere posizioni che possano andare contro il pensiero della maggioranza, la politica spesso si volta dall’altra parte rispetto a quelli che sono i diritti civili, relativi anche alla libertà di culto.

Non è certo il mio caso né quello della mia maggioranza: sono solito dire quello che penso e fare quello che dico. Oggi la comunità islamica di Parma ha bisogno di trovare uno spazio congruo per vivere liberamente e in pace la propria religione. Lavoreremo anche per questo, nel rispetto della legge e della normativa vigente: lavoreremo per dare a questi parmigiani e parmensi lo spazio di libertà che a tutti deve essere garantito".

Francesca Gambarini, coordinatore regionale di Cambiamo!

Non si è fatta attendere la replica di ‌Francesca Gambarini, coordinatore regionale di Cambiamo!: "Il sindaco Pizzarotti si dispera perché tanti musulmani non hanno più un luogo in cui pregare. Dimentica però di dire che la moschea camuffata di via Campanini ha operato per anni senza rispettare le norme. Perché se le norme fossero state rispettate, la Regione non avrebbe deciso di cancellare la Comunità islamica di Parma e Provincia dal registro delle associazioni di promozione sociale. Chi non rispetta le norme deve essere punito, indipendentemente dalla sua religione. Ben vengano controlli di questo genere. La Comunità islamica vuole un luogo in cui pregare? Lo realizzi, seguendo le norme di legge. Al sindaco Pizzarotti diciamo di interessarsi ai cittadini che non arrivano a fine mese e alle imprese che chiudono. Questi sono i problemi che il sindaco di una città deve cercare di risolvere".

Fabio Rainieri (Lega): "Pd ipocrita"

“Sarà cambiato il segretario ma l'ipocrisia del PD è sempre la stessa. Del resto, se lo stesso Enrico Letta mette al primo punto lo ius soli mentre il paese affonda tra problemi economici e sociali, i suoi compagni di Parma strepitano perché è finita la tolleranza su una moschea illegale. Sono le due facce della stessa medaglia, che peraltro non possono essere più di due contro ogni evidenza fisica oltre che contro il buon senso, di una sinistra che vive fuori dal mondo reale”. È quanto ha dichiarato il Vicepresidente dell'Assemblea legislativa dell'Emilia-Romagna ed esponente della Lega, Fabio Rainieri, replicando ai Consiglieri comunali di Parma del PD che hanno criticato la cancellazione dall'iscrizione dal registro regionale delle APS del Centro di cultura islamica di Parma.

“Nel caso moschea di Parma, il paradosso è che la legge che è stata costantemente violata non è una barbara normativa partorita dalla Lega che vuole togliere la libertà di culto agli islamici come vorrebbero far intendere i consiglieri democratici ma una legge regionale di una Regione, l'Emilia-Romagna, da sempre governata e comandata dal loro stesso partito. Non solo, ma sia la disposizione di effettuare finalmente dopo anni di illegalità controlli seri, sia la cancellazione dal registro regionale delle APS, sono state adottate non da una razzista amministrazione leghista ma dalla stessa Regione Emilia-Romagna guidata da Stefano Bonaccini con vicepresidente ed assessore al welfare la paladina della sinistra dei diritti Elly Schlein".

Le accuse del gruppo consiliare Pd

" 299. Questo il numero di sopralluoghi che la Polizia Municipale di Parma ha eseguito presso il centro islamico di via Campanini, così si è letto sulla gazzetta di venerdì. La bellezza di 299 sopralluoghi della Polizia Municipale per controllare persone intente nella pericolosissima attività della preghiera. Ovviamente fa specie se si pensa a tutto il tempo sottratto da queste verifiche all'attività di controllo su strada di comportamenti ben più rilevanti sia dal punto di vista del rispetto delle norme sia per la sicurezza dei cittadini. A Parma si controlla chi prega mentre i cittadini lamentano l'assenza di controllo su strada.

La replica dell'assessore Cristiano Casa

“I controlli della Polizia Locale nell'ambito delle attività legate al centro islamico - interviene nell'infuocato dibattito l'assessore Cristiano Casa rispondendo al Pd - sono avvenuti su richiesta dell'ente regionale, il Comune ha risposto senza sottrarsi ai propri impegni. Paragonare, poi, il numero dei controlli legati al centro islamico con le attività sul territorio è quantomeno non corretto. Ci tengo quindi a rispondere con i numeri a chi chiede maggior presenza della Polizia Locale, senza evidentemente avere i numeri a disposizione per verificare l'effettiva attenzione quotidiana verso i parmigiani e la città. La Polizia Locale svolge un lavoro quotidiano e costante in tutti gli ambiti, e sottolineo tutti, con grande professionalità e senza risparmiarsi. A chi sostiene che c'è più attenzione solo verso alcune tematiche, rispondo che i numeri parlano chiaro: siamo impegnati su ogni fronte. Aggiungo che siamo stati gli unici a chiedere maggiori rinforzi e investimenti statali nell'ambito della sicurezza”.

I numeri forniti da Casa Nell'ambito dell'emergenza pandemica, da Ottobre 2020 ad oggi, la Polizia Locale ha effettuato 133 attività di controllo, 1999 sono state le persone controllate, 662 le verifiche sugli esercizi commerciali, 77 le sanzioni comminate, mentre le chiusure sono state 35. Congiuntamente alle altre forze dellordine ha effettuato 43 attività di controllo.Nell'ambito delle operazioni di controllo e prevenzione della microcriminalità sono stati 3320 i grammi di sostanze stupefacenti sequestrati, 7 gli arresti, 10 le denunce per droga e 50 le segnalazioni alla prefettura di assuntori di droga.