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Difesa idraulica

Cassa del Baganza, a settembre l'affidamento dei lavori

La direzione dighe  ha esaminato senza rilievi il progetto esecutivo di Aipo ed entro il 15 aprile darà il via libera definitivo

26 marzo 2021, 12:35

Cassa del Baganza, a settembre l'affidamento dei lavori

Un’infrastruttura imponente che occuperà un’area di 8,6 ettari di terreno e potrà accogliere fino a 5 milioni di metri cubi d’acqua per mettere al sicuro i cittadini di Parma dalle alluvioni. È la cassa del Baganza, un'opere di difesa idraulica  che proprio ieri ha ricevuto il via libera dalla direzione dighe del ministero delle Infrastrutture: il nulla osta definitivo arriverà il 15 aprile.

A metà maggio sarà pubblicato il bando di gara per l’appalto dell’opera, mentre entro fine settembre saranno affidati i cantieri.

“La cura del territorio - afferma il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, intervenuto oggi all’inaugurazione del nuovo ponte della Navetta con il sindaco di Parma, Federico Pizzarotti - è uno dei punti cardini della legislatura. La messa in sicurezza delle aree più fragili e la lotta al dissesto idrogeologico sono le sfide che il cambiamento climatico ci impone. È necessario spostare l’asse degli interventi superando la logica dell’emergenza per adottare sempre più un modello improntato alla prevenzione. Per questo abbiamo già destinato 49 milioni di euro nel piano triennale regionale dei lavori pubblici e abbiamo candidato oltre 340 cantieri per 878 milioni di euro nel Next Generation Eu. Cantieri come quello della cassa del Baganza sono quindi fondamentali perché parlano di una comunità che ha a cuore il proprio territorio e che si adopera per conservarlo al meglio. Un patto con le future generazioni che ci impegniamo a sottoscrivere ogni giorno”.

 

La cassa del Baganza

Il progetto esecutivo è stato predisposto dall’Agenzia interregionale per il fiume Po (Aipo). Collocata a circa 15 km a Sud della città di Parma - nei territori dei Comune di Parma, Sala Baganza, Felino e Collecchio -, a monte della confluenza con il torrente Parma, sorgerà,  su un'area di 8,6 ettari che per gran parte è stata oggetto di attività estrattiva negli anni scorsi.  La Cassa è composta da due comparti di laminazione, uno così detto in “linea”, ossia nella stessa direzione del corso d’acqua, il cui invaso è gestito da uno sbarramento trasversale di 120 metri di lunghezza di 120 e 20 di altezza media.  Il primo comparto è dotato di 4 luci - di dimensione 3,5 x 6 metri - presidiate da paratoie manovrabili in tempo reale così da permettere di modulare la portata da rilasciare a valle e ottimizzare il volume di invaso, anche in collegamento con l’opera simile già presente sul corso del Parma a Marano.  Il secondo comparto è invece in “derivazione” - laterale al corso d’acqua - e il suo invaso avviene tramite uno sfioratore laterale.