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ASSOCIAZIONE

Parma, io ci sto! : ecco #dieci, progetto per una nuova visione

Proposto con Nativa, immagina Parma e il suo territorio con orizzonte il 2031 

30 marzo 2021, 16:17

Parma, io ci sto! : ecco  #dieci, progetto per  una nuova visione

Ancora una volta l’associazione “Parma, io ci sto!”, nata nel 2016 per mettere a sistema idee e progetti per attrarre talenti e risorse e promuovere lo sviluppo del territorio, guarda avanti e lavora a un progetto mirato a definire una visione del territorio al 2031. Il progetto, che prende il nome di “#dieci: una visione per Parma e il suo territorio” è realizzato in collaborazione con Nativa, Regenerative Innovation Company che attraverso le proprie attività di ricerca, innovazione e consulenza strategica accelera l’evoluzione delle organizzazioni verso un paradigma sostenibile e rigenerativo.

Per il progetto sono stati coinvolti i circa 120 associati di “Parma, io ci sto!”, provenienti dal mondo produttivo del territorio e non solo, e alcuni rappresentanti del territorio tra cittadini ed esponenti del mondo accademico, istituzionale, culturale, economico e del non profit. Il campione scelto è rappresentativo tanto dei giovani under 25 quanto degli adulti e degli over 70 in un’ottica di inclusione. 


Gli associati e gli stakeholder sono stati invitati a partecipare a workshop durante i quali, con la guida dei professionisti di Nativa, verrà definita una visione per Parma concreta ed efficace rispetto alle sfide che il territorio affronterà nei prossimi anni, per un successivo piano di azioni concrete.

«La pandemia   ha evidenziato la fragilità dei modelli economici esistenti, che non assicurano la creazione di valore positivo verso le persone, la società e l’ambiente – commenta Alessandro Chiesi, presidente di “Parma, io ci sto!” -. Con questo progetto vogliamo trasformare la crisi che si è venuta a creare in un’opportunità di crescita per il nostro territorio, aprendo le porte a scenari futuri e sviluppando una proposta che potrà essere un modello condiviso di gestione dei territori. Fin dalla sua nascita la nostra associazione è impegnata in progetti che hanno al centro la qualità della vita promuovendo un nuovo modello di collaborazione pubblico-privato che auspichiamo diventi un’esperienza da condividere anche con altri contesti».

Per questo progetto Nativa utilizzerà le più efficaci metodologie ed esperienze sviluppate a livello globale: un ovvio riferimento sono gli Obiettivi di sviluppo sostenibile al 2030 delle Nazioni Unite,   ma anche la Donough economics framework e le metodologie di costruzione di scenari e programmazione come Future Search, così come l’esperienza delle EcoMunicipalities scandinave.

Altri modelli di riferimento sono il Bes, sviluppato dall’Istat per misurare il Benessere Equo e Solidale, fino alla Gross national happiness. Il tutto in linea con le nuove priorità espresse dalla Ue  nel programma Next Generation EU, che indica come priorità assolute la transizione ecologica e l’inclusione sociale.

Dopo un primo momento di presentazione all’interno di “Parma, io ci sto!”, il progetto è stato   proposto agli associati  che, suddivisi in gruppi di lavoro, hanno condiviso idee e suggestioni sulla loro visione di Parma a 10 anni. Il   16 aprile  i rappresentanti del territorio saranno coinvolti nel workshop plenario  via web. 

La volontà dell'associazione è quella di organizzare in autunno un evento di restituzione dei risultati a tutta la città.

Eric Ezechieli, co-founder di Nativa, dichiara: «Attraverso il progetto #dieci, Parma e il suo territorio si configurano come un laboratorio di innovazione di valenza nazionale e internazionale, in cui sarà possibile fare emergere il pieno potenziale delle numerosissime iniziative virtuose già attive. I riferimenti comuni, valoriali e operativi individuati saranno elementi indispensabili per la creazione di una prosperità durevole e condivisa e di un terreno di confronto che aiuti tutti gli attori ad affrontare in maniera coordinata il momento di epocale trasformazione che stiamo vivendo. Un’esperienza che sarà preziosa per la città e il   territorio e che ci auspichiamo possa ispirare altre comunità in Italia e nel mondo nel realizzare percorsi di innovazione analoghi». r.c.