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La «Deposizione» di Antelami negli scatti di Franco Furoncoli

di Katia Golini -

02 aprile 2021, 09:17

La «Deposizione» di Antelami negli scatti di Franco Furoncoli

Gli occhi chiusi, la testa reclinata, il corpo  esanime, coperto da un misero drappo: Cristo è  morto. Su un lato la mano amorevole e il volto sofferente di Maria, sull'altro la mano avida del soldato romano che si contende ai dadi con un sodale la tunica. E poi le luci e le ombre che avvolgono la scena a rendere  la drammaticità del momento ancora più intensa. 

Abbiamo tutti negli occhi la «Deposizione» di Benedetto Antelami, il bassorilievo marmoreo collocato nel transetto destro della cattedrale, immagine antica, datata 1178, ma sempre attuale. Adatta a ricordare il sacrificio di Gesù sulla croce, anche in  questo Venerdì Santo 2021. E'  con le immagini dell'opera antelamica, «ritratta» da Franco Furoncoli,  che oggi vogliamo ricordare  la Passione, in attesa della Resurrezione. Il grande fotografo parmigiano ha «raccontato» la «Deposizione» - immagini pubblicate nel libro omonimo  edito da Battei nel 2000 -   «inseguendo la luce», come lui stesso  ama spiegare. 

Tutto inizia   un giorno per caso, quando l'occhio attento del fotografo nota gli «effetti speciali» della luce naturale su un capitello. Quel raggio  evidenzia particolari   mai notati prima. E sembra quasi riportare in vita i colori ormai cancellati dal tempo.  «Dopo aver pubblicato il libro “Parma, la Cattedrale” nel 1992  ho avvertito  il desiderio di avvicinarmi ulteriormente all'Antelami». 

Furoncoli si mette  immediatamente all'opera per immortalare  il bassorilievo sfruttando la luce del sole. Giorni e giorni d'attesa e ricerca, poi finalmente  l'inclinazione dei raggi perfetta, l'istante giusto, quindi gli scatti inediti. «E' stato Antelami a “fotografare” la passione di Cristo. Sembra di vederne tutta la sofferenza, guardando quell'opera su marmo. La scena della Deposizione dalla croce è così veritiera, così ricca di particolari e di espressioni sui volti dei personaggi, che davvero è come se Antelami ci mostrasse l'immagine di quel momento, solo che invece di usare la Nikon ha utilizzato lo scalpello. Io ho fotografato quella “fotografia” magnifica, cercando di mettere in risalto i particolari, le luci e le ombre,  che la rendono un capolavoro».