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Grande chirurgo e politico: addio a Peppino Crialesi Esposito

Il ministro Orlando: «Una persona generosa e dalle grandi qualità umane». Fabi: «Un amico e un medico che ha voluto bene al suo ospedale». Pagliari: «Ha dato una lezione di dignità»

di Mara Varoli -

16 aprile 2021, 08:52

Grande chirurgo e politico: addio a Peppino Crialesi Esposito

Se n'è andato con un abbraccio, quello della moglie, dei figli e dei tanti amici. Giuseppe Crialesi Esposito, per tutti Peppino, oltre alla simpatia aveva una dote innata: saper offrire consigli importanti per la vita. Grande chirurgo e politico, Peppino Crialesi aveva 69 anni. E pur essendo figlio del Sud, amava la sua Parma e la sua gente, per la quale ha dato tanto.
 Era nato a Sambiase in provincia di Catanzaro il 21 maggio del 1951. Dal 1970 si era trasferito nella nostra città per frequentare la facoltà di Medicina. E dopo la laurea, ben due le specializzazioni: in Chirurgia generale e in Chirurgia dell'apparato digerente ed endoscopia digestiva. Dopo un breve periodo di lavoro a Roma, Crialesi vinse il concorso per l'ospedale Maggiore: dalla Divisione chirurgica alla Clinica chirurgica, dove rimase oltre 20 anni. Un medico stimato, con la passione della politica e del rugby. Medico responsabile sanità per il Pd, Peppino Crialesi è stato anche consigliere comunale dal 2007 al 2011. Una lunga carriera politica, nata ai tempi dell'Università, quindi nel Pci e poi nel Pd. Andrea Orlando, ministro del Lavoro e delle Politiche sociali ne ricorda non solo l'impegno politico ma anche quello civile e professionale a favore della città di Parma: «Esprimo la mia vicinanza alla famiglia in questo momento di dolore - afferma il ministro, che alle elezioni politiche del 2018 è stato eletto nel collegio di Parma -. Mi sento di ricordare Giuseppe Crialesi innanzitutto per le sue qualità umane, qualità che mi hanno colpito quando con generosità mi offrì il suo aiuto  nell'approfondimento di alcune tematiche della sanità parmigiana che ci portarono ad incontrare insieme alcuni rappresentanti di quel mondo che conosceva e che era stato oggetto del suo impegno politico oltre che professionale». Come professionista era molto considerato anche a livello sportivo: è stato medico del Gran, del Viadana e della Federazione italiana di rugby per dieci anni. Passioni, lavoro, ma al centro di tutto la famiglia: dal matrimonio con Carla, Peppino ha avuto due figli, Ilaria, anche lei medico, e Marco,  ricercatore universitario.
«Se n'è andato un mio grande amico - confessa il direttore generale dell'Azienda ospedaliero universitaria Massimo Fabi -, un medico di un'intelligenza acuta e curiosa. Una persona altruista, che ha voluto bene al suo ospedale. Per una vita, ha lavorato come chirurgo in quella che lui considerava la sua casa professionale. E anche dopo il pensionamento, non ha mai smesso di dispensare consigli saggi e pertinenti: un chirurgo di grande conoscenza, che sapeva condividere con i colleghi e con un grande senso della cura del malato. Ha dato tanto all'ospedale Maggiore - fa un respiro il direttore Massimo Fabi -, a Parma, alla famiglia e ai suoi tanti amici».
 «Con Peppino Crialesi - ricorda Giorgio Pagliari - ci siamo conosciuti nel 2007, sui banchi del Consiglio comunale. La diversa provenienza politica, stanti la lealtà e il rispetto delle opinioni, ha consentito da subito una collaborazione intensa e fattiva. Da questa è nata una amicizia divenuta fraterna. Ho avuto, così, la fortuna di apprezzare la persona, prima del medico e del politico. Due, tra i tanti, gli aspetti, che ricordo. Da un lato, fino all’ultimo, ha mostrato serenità nonostante, da medico, avesse piena consapevolezza del suo destino, dimostrando una grande dignità. Dall’altro, non poteva non affascinare la profondità del rapporto con la moglie Carla, e con i figli Ilaria e Marco: l’amore, infatti, era rafforzato da un rapporto di dialogo costante e senza veli anche con i figli. Mi ha colpito pure la grandissima discrezione di Peppino nell’illustrare i successi professionali dei figli, senza mai lasciarsi andare ad un elogio o ad un vanto, pur essendo evidentissimo l’orgoglio per due figli così. Questo quadro familiare è stato arricchito dalla nipotina, Beatrice: un dono del cielo, una gioia senza limiti testimoniata dalle foto con la bimba, nelle quali il Peppino già avanti nella malattia tornava "quello dei giorni migliori". E anche in questo quadro, mai si è lasciato andare a malinconie, pur sapendo che il suo tempo per "fare il nonno" sarebbe stato poco. Questa è stata l’ultima, forse la più difficile e grande, lezione di dignità di Peppino».    Proprio quei figli che Peppino Crialesi ha tenuto sopra ogni altra cosa rimarranno nel suo cuore grande: «È stato un grande papà, il nostro esempio  - ribadiscono Ilaria e Marco -. Sempre presente e pronto con la sua positività ad offrirci il suo consiglio ed incoraggiarci nel nostro percorso. Era il nostro punto di riferimento: ha investito tutto per la famiglia. E noi siamo molto orgogliosi di essere suoi figli». Domani i funerali, partendo alle ore 14.15 dalla sala del commiato di viale Villetta per il Tempio di Valera.