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RELIGIONE

Il caso "moschea": nuova casa cercasi per la comunità islamica parmigiana

di Luca Molinari -

17 aprile 2021, 09:09

Il caso "moschea": nuova casa cercasi per la comunità islamica parmigiana

La soluzione al problema ancora non c’è, ma le principali istituzioni del territorio sono impegnate nel trovare una nuova sistemazione alla Comunità islamica. Giovedì pomeriggio si è svolto un incontro online a cui hanno partecipato la Regione, rappresentata dalla vicepresidente Elly Schlein, il Prefetto Antonio Lucio Garufi, il Comune con il sindaco Federico Pizzarotti e gli assessori Laura Rossi, Nicoletta Paci e Michele Alinovi, la Comunità islamica, l’Ucoi (Unione delle comunità islamiche d’Italia), il Forum interreligioso e un rappresentante del mondo dell’associazionismo. 
Al centro del confronto l’individuazione di spazi idonei a ospitare i fedeli musulmani del territorio, ma anche il ricorso presentato alla Regione dalla Comunità islamica contro la determina dirigenziale che ne ha cancellato l’iscrizione al registro delle associazioni di promozione sociale. Essendo stata trasformata in un’associazione semplice infatti, la Comunità islamica non ha più diritto ad andare in deroga alle prescrizioni urbanistiche e quindi di rimanere all’interno del capannone di via Campanini, nel quartiere artigianale di via Venezia. 
«Siamo ancora in una fase interlocutoria, dove tutti gli enti preposti sono al lavoro per trovare una soluzione condivisa – fanno sapere dal Comune -. L’obiettivo comune è quello di trovare una nuova sistemazione alla Comunità islamica in tempi ragionevoli e nel pieno rispetto delle normative, ascoltando anche le proposte che potrebbero arrivare dalla stessa Comunità».
 «Trovare uno spazio adeguato non è semplice perchè deve rispettare determinate caratteristiche e standard di sicurezza – precisano dal Comune – ma stiamo unendo tutte le forze attorno a questo obiettivo». 
La partecipazione dell’Ucoi alla riunione online testimonia la grande attenzione che la vicenda sta ricevendo anche al di fuori del nostro territorio, per i possibili riflessi che potrebbe avere a livello nazionale. 
Significativa inoltre la presenza del Forum interreligioso, da sempre attento ai problemi di tutti i Credo religiosi, già intervenuto sulla vicenda tramite il suo coordinatore Luciano Mazzoni. La speranza della Comunità islamica è che si possa trovare una soluzione, anche provvisoria, in tempi brevi. 
Nei giorni scorsi infatti è iniziato il Ramadan e gli oltre 18mila fedeli musulmani presenti sul territorio devono pregare restando a casa propria, così come accaduto lo scorso anno, a causa delle restrizioni anti contagio. 
«Vedremo se la situazione si sbloccherà a livello legale – hanno sottolineato in occasione dell’inizio del Ramadan i rappresentanti della Comunità islamica - o se il Comune riuscirà a trovarci uno spazio alternativo dove pregare da qui alla fine del Ramadan. In caso contrario, proseguiremo tutto il mese pregando ognuno a casa propria, nella speranza che si arrivi al più presto a una soluzione definitiva e condivisa».