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Gaione, la rabbia dei residenti

Dopo lo spegnimento  dei semafori «intelligenti», il traffico che attraversa la frazione è senza regole e la pista ciclabile al buio
 

di Gian Luca Zurlini -

19 aprile 2021, 12:55

Gaione, la rabbia dei residenti

Una frazione abbandonata a se stessa dal Comune. È l'impressione che hanno molti  residenti di Gaione, località a pochi chilometri dalla città che, dopo aver visto a più riprese inascoltate le loro richieste, si sono rivolti alla «Gazzetta» con la speranza che almeno qualcuna delle loro esigenze possa nei prossimi mesi almeno essere presa in considerazione e messa in cantiere per migliorare la qualità di vita.

Traffico pericoloso
Il problema principale riguarda il traffico che scorre lungo via Montanara, la strada  che taglia in due il paese per diverse centinaia di metri e che è percorsa ormai quotidianamente anche da decine di camion, nonostante i divieti teoricamente esistenti, e da auto che sfrecciano a velocità ben superiore ai limiti di velocità.

«Una decina di anni fa - spiegano i residenti - sono stati spenti i semafori che erano stati installati lungo il paese e che si accendevano automaticamente con il rosso in presenza di un superamento del limite di velocità perché si era detto che non corrispondevano alle norme del codice della strada. Allora abbiamo chiesto l'installazione almeno di dossi all'inizio e alla fine del centro abitato. Ci è stato risposto che non era possibile in quanto via Montanara è una strada di collegamento. Però a Casale di Felino, proprio dove la nostra stessa strada finisce, i dossi sono stati messi. Perché da noi non si può, allora? E la situazione è meno pericolosa che da noi, dove i marciapiedi sono stretti e ci sono camion a ogni ora del giorno che quando si incrociano con altri mezzi pesanti o con l'autobus rischiano di toccarsi. Chiediamo che venga trovata una soluzione, perché così il paese non è vivibile».

Ciclabile al buio
Un altro tema molto sentito è quello delle condizioni precarie della pista ciclabile, molto utilizzata, che collega la frazione alla città fino all'altezza del Campus. «Ormai tutte le luci dei lampioni, che sono su paletti bassi, sono bruciate o sono state vandalizzate e la pista nelle ore serali è quasi completamente al buio, dunque inutilizzabile proprio quando servirebbe di più. Abbiamo chiesto interventi, ma ci è stato detto che dovrebbe essere sostituita tutta l'illuminazione con lampioni più alti, ma l'intervento per ora non è previsto. Non è certo il miglior modo per promuovere la tanto strombazzata "mobilità dolce"».

Antenna e area giochi
In paese non esiste poi nessuna area giochi pubblica. L'unica esistente è a fianco della storica Pieve, è  di proprietà della parrocchia, ed è stata realizzata a spese e cura degli abitanti, con il Comune che ha tolto da qualche anno anche il contributo annuale per le manutenzioni. «Al danno adesso si è aggiunta anche la beffa - dicono i gaionesi - perché l'anno scorso il Comune ha dato il permesso di  installare, senza dirci nulla,  una gigantesca antenna per la telefonia togliendo tre posti al parcheggio auto che è il più vicino alla Pieve e all'area giochi. Sarebbe doveroso almeno ripristinare quei posti per le auto, visto che di aree verdi pubbliche a Gaione non se ne parla ormai più e almeno vorremmo fosse più comodamente raggiungibile».

L'ex fabbrica Greci 
L'ultimo tema riguarda l'ex fabbrica Greci, abbandonata da ormai una decina d'anni. «Non speriamo che possa essere messa in sicurezza, visto lo stato di degrado in cui versa. Ma al suo interno trovano rifugio senza ostacoli molti senzatetto perché non c'è nessuna recinzione che impedisca l'accesso all'area. Sarebbe urgente che almeno si installasse una recinzione in grado di impedire l'accesso all'area e chiudere gli accessi agli edifici esistenti murandoli».

 

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