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Elezioni a Borgotaro, prime manovre Una terza lista fra destra e sinistra?

di Monica Rossi -

25 aprile 2021, 10:36

Elezioni a Borgotaro, prime manovre Una terza lista fra destra e sinistra?

Sembrano tanto  lontante, ma le amministrative 2021 si avvicinano e Borgotaro si prepara al cambio di guardia: chi si contenderà il capoluogo? 
Poche le certezze, se non la notizia di un possibile terzo contendente che, stando ai rumour, potrebbe scompaginare i giochi.
 «Alla sinistra dei “tagli di nastro” tutti credevano si sarebbe opposta solamente una destra già convinta di avere gioco facile perché… “la sinistra ha amministrato male”. Ma basta una notte, per mandare in crisi una stagione di raccolto», commenta un possibile candidato che per ora chiede l’anonimato. 

Chi invece parla senza veli è Marco Cacchioli, classe 1980 e molto attivo nelle battaglie locali. «Confermo – dice – che si sta formando un gruppo civico-culturale, un’alternativa agli schieramenti noti. Un movimento di cittadini che si è ritrovato sulla scia delle lotte che da qualche anno caratterizzano il territorio da un punto di vista ambientale e dei servizi. Un gruppo convinto che vada cambiato il modo di amministrare Borgotaro. Vorremmo un futuro diverso: il modello proposto finora è adatto magari alla pianura ma non alla nostra montagna. Che invece dovrebbe puntare su sviluppo sostenibile e realtà compatibili con il territorio: salvaguardia dell’ambiente e dei servizi siano centrali». 

Per ora ancora in fase di definizione e rallentato dal Covid, il gruppo si sta comunque muovendo e ha già al suo attivo degli incontri tanto a destra quanto a sinistra. Risultato dei vis-à-vis? «Tutti abbottonati. C’è ancora molto tatticismo e attesa». Cacchioli qui però sottolinea: «Non vogliamo contrapporci senza se e senza ma a chi si presenterà ai blocchi di partenza: ci preme semmai che ci sia una realtà capace di cogliere i nostri suggerimenti. Qualora non la trovassimo, andremo avanti con una nostra lista. Siamo tanti e siamo scontenti». 

L’appello di Cacchioli è che chi ha finora amministrato sappia fare autocritica. «Serve un passo indietro. Serve ricucire con la cittadinanza. Il centrosinistra è convinto di aver fatto bene, ma noi crediamo altrimenti. Il centrodestra invece è la solita armata Brancaleone al cui interno non sono mancati nemmeno i cambi di casacca». 

Se la lista si presenterà, insomma, dipenderà dalle forze in campo. «Bisognerà capire se sapranno confrontarsi con chi sta fuori dai loro schemi». Cacchioli, infine, si rammarica che la politica, «in mano alle solite persone da decenni», non sia capace di rivolgersi ai giovani. «Se non cambia l’approccio, i grandi assenti della prossima tornata saranno proprio loro: gli under 30». 

E dall’altra parte delle possibili barricate, invece? «Ci stiamo muovendo e lo stiamo facendo per vincere. Parlare di candidati però è ancora presto»: così, il consigliere regionale del PD Matteo Daffadà, cui fa eco Claudio Barilli, segretario Dem di Borgotaro, secondo cui «prima di parlare di liste, serve la fiducia delle persone. Tuttavia, non c’è nessuna preclusione nei confronti del movimento che si sta formando, benché in passato sia stato molto attivo nelle vicende Laminam (con posizioni contrapposte alle scelte della giunta in carica, ndr): ci siamo anzi incontrati e lasciati con l’impegno reciproco di valutare l’eventualità di un percorso condiviso». 

Anche per Rodolfo Marchini di Fratelli d’Italia, lo scenario è tutto da valutare. «Se vogliamo cambiare l’amministrazione comunale, dobbiamo presentarci uniti», dice, ricordando comunque che «le porte (al nuovo movimento, ndr) sono aperte». 

«Non vi è nessuna preclusione al dialogo e alla possibilità di un simbolo civico – precisa -. Credo tuttavia sia importante che il candidato sindaco risponda alle sensibilità di chi collaborerà alla costruzione di un’idea e sia espressione della realtà borgotarese».