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Mafia nigeriana, arrestati 30 affiliati in 14 province italiane tra cui Parma. Morra: "Grande ramificazione"

27 aprile 2021, 09:44

Mafia nigeriana, arrestati 30 affiliati in 14 province italiane tra cui Parma. Morra: "Grande ramificazione"

Una criminalità «economica con modalità moderne» che punta a realizzare, attraverso frodi informatiche, veicolate da fondi ottenuti in maniera illecita, una serie di operazioni di riciclaggio in beni mobili (acquisti su siti e-commerce) e immobili (proprietà in Nigeria) per una economia globale parallela apparentemente lecita che danneggia il sistema economico italiano: a scoprire l’attività illecita è stata la Procura Distrettuale Antimafia dell’Aquila nell’ambito dell’inchiesta 'Hello Bross' - condotta dalla Squadra Mobile dell’Aquila, dalla Sezione di Polizia Giudiziaria e dal Servizio Centrale Operativo - che ha portato all’arresto di 30 affiliati della mafia nigeriana appartenente alla Black Axe, presenti in 14 province italiane, con base operativa nel capoluogo abruzzese. 
Altri 25 nigeriani, come gli arrestati, risultano indagati per associazione di stampo mafioso finalizzate al compimento di numerosi reati tra cui traffico di stupefacenti, immigrazione clandestina, sfruttamento della prostituzione, truffe romantiche, truffe informatiche e riciclaggio, per un totale di quasi 100 capi di imputazione. 
All’Aquila viveva il 35enne a capo dell’organizzazione che in due anni e mezzo di attività ha commesso frodi per circa un milione di euro. Arrivato in Italia su un barcone dalla Libia e sbarcato a Pozzallo (Ragusa) nel 2014 l’uomo era finito al Centro di Prima Accoglienza all’Aquila, dove viveva in un appartamento regolarmente affittato e pagato, in maniera insospettabile. Proprio seguendo il capo per due anni, la polizia ha ricostruito la complessa attività che ha toccato le province di Roma, Rieti, Bari, Caserta, Napoli, Reggio Emilia, Parma, Modena, Catania, Genova, Messina, Potenza e Terni. 
«Ci siamo imbattuti - ha spiegato il procuratore distrettuale Antimafia dell’Aquila, Michele Renzo nel corso di una conferenza stampa - in una sorta di evoluzione della mafia, caratterizzata da una criminalità economica con modalità moderne. In un momento in cui ci si interroga tanto sulla presenza degli stranieri in Italiae in cuiagiona tanto sull'integrazione la prima cosa che dobbiamo tenere presente è che non c'è integrazione senza regole». 
Della struttura dell’organizzazione criminale sono stati individuati i vertici nazionali e i componenti delle articolazioni periferiche (Forum) presenti in diverse città italiane. Gli indagati si sono resi autori di numerosi reati, in prevalenza rientranti nel cybercrime: una particolare forma di truffa informatica consisteva nell’acquisto di bitcoin con i quali venivano poi comprate, nel mercato del darknet, le carte di credito clonate utilizzate per l’acquisto di beni e servizi sui siti e-commerce. 

Ringrazio la Squadra Mobile della Questura di L’Aquila, della Sezione di Polizia Giudiziaria di L'Aquila e del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato che con l’ausilio delle Squadre Mobili di Roma, Rieti, Bari, Caserta, Napoli, Reggio Emilia, Parma, Modena, Catania, Genova, Messina, Potenza e Terni, ha portato a termine l'operazione Hello Bross, eseguendo trenta misure cautelari in carcere nei confronti di altrettanti cittadini nigeriani dimoranti in Italia - commenta così il Presidente della Commissione parlamentare antimafia Nicola Morra l’operazione 'Hello Bross' sulla mafia nigeriana; "Questa operazione - spiega Morra - dimostra la grande ramificazione di questa potente organizzazione criminale, infatti vi sono stati arresti in ben 14 province italiane, con decine di misure cautelari in carcere e perquisizioni nei confronti di cittadini stranieri, indagati per associazione a delinquere di stampo mafioso e ritenuti membri dell’organizzazione mafiosa nigeriana Black Axe. L’attività messa in campo da qusesti criminali era finalizzata al compimento di numerosi reati tra cui traffico di stupefacenti, immigrazione clandestina, sfruttamento della prostituzione, truffe romantiche, truffe informatiche e riciclaggio anche attraverso la compravendita di bitcoin, per un totale di quasi 100 capi di imputazione".