Sei in Parma

CORONAVIRUS

Il Maggiore ricorda Marco, morto di Covid un anno fa

Era addetto alla consegna posta interna

28 aprile 2021, 09:27

Il Maggiore ricorda Marco, morto di Covid un anno fa

Ad un anno dalla prematura scomparsa per Covid di Evangelista Carnevale, per tutti Marco, i colleghi del Maggiore vogliono ricordare l'amico, sempre disponibile, e la persona, nel suo ruolo di addetto alla consegna posta e a tanti altri piccoli servizi interni. Marco Carnevale lavorava  infatti all'Economato e nessuno lo ha dimenticato: una persona molto affettuosa, che ha rappresentato un vero punto di riferimento. Anzi, un jolly dal cuore d'oro, così era stato definito da tutti quando l'anno scorso per colpa di questo maledetto covid ha perso la vita a soli 39 anni.


Una persona «diversamente speciale, con una marcia in più - era stato scritto per lui -. Come una dolce mascotte per l'Ospedale».
Grande e con tanta voglia di tenerezza, Marco Carnevale era stato assunto in ospedale nel 2002: in un primo tempo, era stato assegnato alle cucine. Successivamente, dopo che le cucine  erano state assegnate a un appalto esterno, Marco Carnevale era diventato operatore tecnico addetto ai servizi sanitari. 


Ma, come tutti avevano sottolineato nel giorno della sua morte, Marco era molto di più di un semplice «postino»: al mattino andava in Posta e poi distribuiva la corrispondenza in tutto l’ospedale ed era disponibile per qualsiasi necessità: Marco si prestava a fare ogni cosa, fax, fotocopie e la consegna del materiale di cancelleria. 
 Così oggi, a un anno di distanza dalla sua scomparsa, i colleghi del Servizio acquisizione beni, unitamente alla direzione dell’Azienda Ospedaliero Universitaria di Parma, desiderano ricordarlo con questa breve ma intensa lettera.


«Caro Marco, è passato un anno dalla tua morte e ci troviamo qui ancora increduli. Tutto ci parla di te, tutto ci manca di te. Eri il primo ad arrivare in servizio, ad aprire le  finestre, ad accendere le luci - è scritto nella lettera di ricordo dei colleghi -. Sereno e sorridente ogni giorno, passavi ufficio per ufficio a salutare chiedendo se andava tutto bene. Il buio ed il silenzio che ci accolgono nei primi momenti del mattino anziché la tua presenza così forte e prorompente, il rispetto e la dignità con cui svolgevi il tuo lavoro, così utile ed indispensabile per tutti, ci fanno sentire sempre più la tua mancanza. Non manca occasione in cui parliamo di te. Il ricordo, sempre vivo e presente in tutti noi, ci aiuta a non cancellare ciò che in passato ci ha emozionato di te».
E così concludono i colleghi nella lettera: «Caro Marco, ci manchi veramente tanto, sei e sarai per sempre nei nostri cuori»