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IL CASO

Antenna, in via Passo della Cisa le proteste continuano

di Luca Molinari -

30 aprile 2021, 11:10

Antenna, in via Passo della Cisa le proteste continuano

Non si ferma la “guerra” degli abitanti di via Passo della Cisa contro la nuova antenna di telefonia mobile che sta spuntando in mezzo alle loro case. Il cantiere è ormai fermo da qualche settimana e la speranza di tutti è che si trovi una sistemazione alternativa.


I  componenti del comitato – che finora ha raccolto oltre 150 firme e nominato un avvocato per farsi affiancare nella propria battaglia – sono intervenuti all’incontro online del Consiglio dei cittadini volontari del quartiere San Lazzaro, dedicato alla questione antenna. I lavori sono stati condotti da Mauro Canola, coordinatore del Ccv San Lazzaro. Hanno partecipato alla riunione online anche alcuni consiglieri comunali, tra cui Giuseppe Massari (Parma protagonista) autore di una interrogazione sull’antenna presentata assieme ad altri colleghi della minoranza di centrosinistra, e Cristian Salzano, capogruppo di maggioranza (Effetto Parma), che ha spiegato come l’amministrazione comunale abbia a disposizione delle armi spuntate per fermare o spostare l’installazione delle antenne di telefonia mobile.

«È uno scempio aver previsto il posizionamento di un’antenna di 36 metri in mezzo alle case – hanno attaccato i rappresentanti del comitato – chiediamo che si trovi una sistemazione migliore, magari nelle vicinanze della tangenziale o della ferrovia, come già succede in altre zone, anche perché nelle vicinanze sono presenti già altri ripetitori di telefonia mobile, che garantiscono una buona copertura della linea. Ci stupisce anche la mancata comunicazione di una decisione così delicata e impattante su tantissime famiglie che abitano nella zona». La nuova antenna è stata pensata per una tecnologia 4G, ma sarà poi trasformata in 5G. Il gestore inizialmente sarà soltanto uno, ma successivamente se ne aggiungeranno altri. «Grazie ad un accesso agli atti – ha quindi affermato Massari – ho scoperto che il Comune incasserà 13 mila euro all’anno per i prossimi nove anni dall’operatore di telefonia mobile.

A questi si aggiungeranno altri 6mila e 500 euro per ciascun operatore che si aggiungerà». Salzano ha quindi replicato che « il Comune  è da tempo impegnato ad aggiornare il  regolamento, risalente al 2006. Stiamo impiegando molto tempo per modificarlo perché c’è un grosso contrasto tra la normativa nazionale e quella regionale: a livello italiano è stata eliminata la pianificazione annuale degli impianti di telefonia mobile, mentre è rimasta a livello regionale».

Ciò che può fare il Comune «è invitare la compagnia a installare l’antenna in un altro luogo, ma solo se nelle vicinanze (150 metri) sono presenti scuole o ospedali – ha proseguito Salzano – non manca quindi la volontà di cambiare le cose, ma la normativa vigente ci lega le mani. Basti pensare che ad oggi nessuna amministrazione ha eseguito ordinanze “no 5G”».