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«Riattiviamoci al parco»

Aree verdi per uscire dal letargo: Parma è una palestra all'aperto

 Sport e laboratori creativi per i cittadini di ogni età

di Luca Molinari -

02 maggio 2021, 10:30

Aree verdi per uscire dal letargo: Parma è una palestra all'aperto

Parma si trasforma in una grande palestra all’aperto. Da qui a fine estate giovani, adulti e anziani potranno svolgere gratuitamente attività motoria e laboratori creativi nei parchi cittadini grazie al progetto «Riattiviamoci al parco». L’iniziativa coinvolge più di sessanta società sportive che offriranno la possibilità di cimentarsi in oltre un centinaio di discipline. Si parte sabato prossimo con il primo open day (a cui ne seguiranno altri dieci fino al 21 maggio), in programma dalle 9,30 alle 12,30 e dalle 16,30 alle 19,30 in quattro parchi cittadini: Cittadella, Parco Ducale, Parco Nord e Falcone Borsellino. La conferenza stampa di presentazione si è svolta ieri  mattina sotto la tettoia liberty del parco ex Eridania. 
«Riattiviamoci al parco» è promosso dagli enti di promozione sportiva Uisp, Csi e Aics a cui si sono aggiunti Us Acli e Csen, è finanziato con risorse regionali ed è coordinato dal settore Sport del Comune in partnership con l’Ufficio educazione fisica e sportiva, le scuole primarie, secondarie di I e II grado, l’Università, il liceo sportivo Bertolucci, l’azienda Usl, l’Azienda ospedaliero universitaria, il Coni, il Cip e Anmic. Per partecipare alle attività proposte durante tutta l’estate, è necessario iscriversi. Il modulo è scaricabile dalla sezione sport del sito del comune (www.comune.parma.it) e dai siti degli enti promotori, dove è presente il programma di tutte le attività suddiviso per giorni. Scegliendo una giornata si trova l’elenco delle discipline proposte in un determinato parco. Per informazioni è possibile chiamare il 331.4002801 o inviare una mail a: riattiviamocialparco@gmail.com. Per tutte le iniziative è inclusa la copertura assicurativa e verrà rispettata la normativa anti contagio. Un’attenzione particolare è stata riservata agli adolescenti (12-18 anni), una fascia d’età che ha risentito pesantemente delle restrizioni imposte dalla pandemia ed è caratterizzata dall’abbandono dell’attività sportiva.
Le attività sono aperte a tutta la cittadinanza e saranno condotte da istruttori delle società sportive, affiancati da studenti in tirocinio del liceo Bertolucci e da universitari iscritti al corso di Scienze motorie. «Vogliamo promuovere la ripresa in sicurezza dell’attività fisica – ha esordito il vicesindaco Marco Bosi – portando lo sport nei parchi e offrendolo gratuitamente ai parmigiani». Federico Novari (Csi) ha parlato in rappresentanza degli enti dello sport promotori dell'iniziativa. «Il progetto è frutto di una collaborazione tra oltre 60 società – ha affermato -. Questo ci consente di proporre tantissime discipline, adatte per tutti». Per Nelson Marmiroli, delegato per lo Sport dell’Ateneo, il progetto «valorizza la rete territoriale su cui abbiamo sempre puntato». Ha invece fornito una serie di indicazioni operative Stefania Valenza (settore sport del Comune). Rita Piazza, coordinatore dei servizi Educazione Fisica e Sportiva dell’Ufficio IX per l’ambito territoriale di Parma e Piacenza, ha ribadito come l’ufficio scolastico abbia accolto «con grande positività questa iniziativa che ha come tema il “prendersi cura”». Mauro Bernardi, docente del liceo sportivo Bertolucci, ha sottolineato come il progetto sviluppi «la cultura del movimento». Anahi Alzapiedi, direttore delle Attività socio sanitarie dell’Ausl, si è soffermata sul valore del progetto sul piano della prevenzione e sull’importanza di «riappropriarsi di tanti spazi della città». «Ringrazio per questo lavoro sinergico che ha portato a una grande iniziativa» ha dichiarato Giovanna Campaniello, responsabile della struttura semplice dipartimentale Governo clinico, gestione del rischio e coordinamento qualità e accreditamento del Maggiore. Ines Seletti assessore alla Scuola, ha parlato di «progetto fondamentale che crea inclusione». Nicoletta Paci, assessore all’Associazionismo e Sanità, ha ricordato il protocollo «firmato a fine 2019 con le aziende ospedaliere e l’Università per promuovere proprio queste tematiche».