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DROGA

Clienti fidelizzati e accordi tramite App per non essere intercettato: in carcere il pusher da 30mila euro l'anno

04 maggio 2021, 09:57

Clienti fidelizzati e accordi tramite App per non essere intercettato: in carcere il pusher da 30mila euro l'anno

Nei giorni scorsi i Carabinieri della Compagnia di Parma, coordinati dalla Procura, hanno eseguito un’ordinanza cautelare emessa dal Gip nei confronti di un 35enne nigeriano, Celestine Obianke, per detenzione e spaccio di sostanza stupefacente.

L’indagine, condotta dal Nucleo Operativo Radiomobile della Compagnia Ducale, trae origine da un controllo effettuato il 2 aprile scorso in una zona della città conosciuta per lo smercio di droga. Quel giorno era stata fermata l’auto con alla guida il 35enne, trovato in possesso di due cellulari risultati essere utilizzati per accordarsi con i clienti per la consegna delle dosi. La successiva analisi dei tabulati ha consentito di individuare una clientela fidelizzata di persone che acquistava dall’uomo già a partire dall’anno 2017.

Nel corso dell'indagine è emerso anche che lo spacciatore chiedeva ai clienti di di utilizzare un’app che consente di effettuare chat e chiamate audio-video crittografate, con il chiaro intento di evitare di essere intercettato. I Carabinieri sono riusciti, con attività d’analisi, sommarie informazioni rese dagli acquirenti ed individuazioni fotografiche effettuate dagli stessi, a raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico del 35enne. Sono state così ricostruite, nel corso dell’attività svoltasi nell’arco del quadriennio 2017-aprile 2021, cessioni di decine di dosi di cocaina. Basti pensare che, solo nell’ultimo anno, l’attività ha consentito un guadagno di circa 30 mila euro.

L’uomo non aveva interrotto lo spaccio dopo il controllo della pattuglia ed il 10 aprile è stato arrestato, in flagranza di reato, mentre cedeva cocaina e messo ai domiciliari dai carabinieri

Ma concordando con la Procura, il GIP ha successivamente ritenuto inidonea la sola misura degli arresti domiciliari, poiché’ non in grado di impedirgli di avvalersi di corrieri per consegnare la cocaina o di ricevere i suoi clienti a casa. E per lui si sono aperte le porte del carcere di Parma,