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L'Olio del Ducato si fa strada: il "maturo intenso" è medaglia di bronzo a Parigi

11 maggio 2021, 08:54

L'Olio del Ducato si fa strada: il "maturo intenso" è medaglia di bronzo a Parigi

Grande soddisfazione per l’Associazione parmense olivicoltori, che raggruppa i coltivatori di olivo del nostro territorio da Traversetolo a Salsomaggiore. Si tratta di una piccola realtà di una ventina di soci che producono olio di oliva coltivato e prodotto a Parma col marchio Olio del Ducato e che ha appena ricevuto un grande riconoscimento a Parigi. 

L'extravergine di Parma, infatti, è stato premiato al i 19th “World Edible Oils” International Contest AVPA-Paris 2021 meritandosi la medaglia di bronzo come miglior olio nella categoria “Maturo intenso”. "Un risultato per noi importante - spiega il presidente dell'associazione, Mauro Carboni - perché dimostra che la coltivazione di olivo nella nostra provincia non è solo possibile, ma è in grado di garantire dei risultati importanti di portata internazionale".

 

 

Dagli Antichi Patriarchi, olivi pluricentenari ritrovati nei colli di Parma e Piacenza, nasce l’Olio del Ducato, eccellenza emiliana. Olio extravergine fruttato,
con una decisa nota amara e piccante.
Da gustare a crudo su pesce, carne, piatti importanti. Una gestione rigorosa e sostenibile consente di preservarne le caratteristiche organolettiche e mantenere un
elevato tenore in polifenoli. 

L’OLIVO IN EMILIA: STORIA DI SECOLI -Nonostante possa sembrare paradossale, l’olivo è presente sul territorio parmense da centinaia di anni.
Numerose piante secolari, che ancora adornano la nostra collina, testimoniano un’epoca ormai scomparsa, in cui gli oliveti erano parte integrante del paesaggio,
della cultura e delle tradizioni locali. Occorre salvaguardare e proteggere queste varietà, un tesoro di biodiversità che rischia di scomparire per sempre.  

UN NOBILE INTENTO - L’Associazione Parmense Olivicoltori dal 2006 promuove la coltura e la cultura dell’olivo, offrendo assistenza tecnica qualificata in tutte le fasi,
dall’impianto alla raccolta. I soci coltivano circa 10.000 piante, nelle colline di Parma, Piacenza e Reggio Emilia.