Sei in Parma

CENTRI ESTIVI

Le regole da rispettare per tornare a giocare in sicurezza

Pronto il protocollo per accogliere bambini e ragazzi tra i 3 e i 17 anni di età

26 maggio 2021, 09:59

Le regole da rispettare per tornare a giocare in sicurezza

In Emilia-Romagna si conferma per il 7 giugno la riapertura dei centri estivi. Già annunciato nelle scorse settimane, il via libera ufficiale all’inizio delle attività, contenuto in una nuova ordinanza della Regione, arriva a seguito dell’approvazione da parte del Governo delle linee guida nazionali, allegate all'ordinanza dei ministri della Salute e delle Pari opportunità firmata il 21 maggio scorso.

Si tratta dell’ultimo passaggio formale necessario per la ripresa delle attività estive per bambini e ragazzi tra i 3 e i 17 anni di età. Viale Aldo Moro, infatti, aveva già provveduto ad aggiornare e condividere con il tavolo regionale, composto da enti locali, enti gestori, coordinamenti pedagogici territoriali, organizzazioni sindacali e sanità regionale, il protocollo regionale per i centri estivi nelle strutture, che ora andrà ad integrare le linee guida nazionali.

Diritto all'educazione
«Abbiamo lavorato tutti insieme per conciliare il diritto all’educazione e alla socialità di bambine e bambini che hanno sofferto molto le misure restrittive, con la massima tutela della sicurezza loro, delle loro famiglie e del personale che lavora nei centri estivi - sottolinea la vicepresidente con delega al Welfare, Elly Schlein -.  E ora che anche le linee guida nazionali sono state emanate, tutto è pronto per ripartire con un servizio fondamentale e per la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro per le famiglie».

Il protocollo in sintesi
Le norme regionali riguardano i requisiti di accessibilità, i requisiti per il personale e per i volontari e la formazione sulle misure anti-Covid, le modalità di svolgimento in sicurezza delle attività e dei giochi, le misure precauzionali da rispettare per prevenire la diffusione del virus, le regole per l’accompagnamento e il ritiro degli iscritti, le procedure da seguire in presenza di casi positivi sospetti.

Alla base del protocollo regionale ci sono sempre il distanziamento e l’uso delle mascherine e dei dispositivi di protezione per il personale, attività da svolgere il più possibile all’aperto, pulizia e sanificazione delle superfici e degli oggetti, oltre all’aerazione costante degli ambienti in caso di permanenza in spazi chiusi. Tra gli altri provvedimenti indicati per garantire la sicurezza a bambini, ragazzi ed educatori, lo svolgimento delle attività in gruppi stabili di massimo 25 iscritti con adeguati rapporti numerici tra educatori e bambini/ragazzi.

La disponibilità di diversi spazi per lo svolgimento delle attività programmate, attenzione ai contatti, pulizia e disinfezione dei materiali e areazione costante degli ambienti. Attenzione particolare all’inclusione di bambini con disabilità o in condizioni di fragilità o vulnerabilità; accompagnamenti ed entrate scaglionati.

Il contributo regionale
Confermati per il quarto anno consecutivo i contributi della Regione alle famiglie per sostenere i costi delle rette di frequenza: 6 milioni di euro provenienti dal Fondo sociale europeo e assegnati a comuni ed unioni per finanziare il progetto di conciliazione dei tempi lavoro-famiglia, in un anno che, per le famiglie e le donne soprattutto, ha comportato su questo fronte grandi disagi e sacrifici. Il contributo massimo sarà di 336 euro a figlio, a copertura totale o parziale in funzione del costo effettivo di iscrizione e potrà permettere la partecipazione a centri estivi anche diversi, e per settimane anche non consecutive; unico vincolo è l’importo massimo riconosciuto per ciascuna settimana di 112 euro.

Requisito economico necessario per beneficiare del sostegno, riservato alle famiglie (anche affidatarie) composte da entrambi i genitori, o uno solo in caso di famiglie monogenitoriali, occupati e residenti in Emilia-Romagna: un Isee entro i 35mila euro, rispetto ai 28mila dell’anno scorso. Dunque, un allargamento della platea dei beneficiari.


«Giocampus è pronto a ripartire»

Misurazione della temperatura corporea all’ingresso, mascherine e distanziamento: Giocampus è pronto a ripartire, dal 7 giugno. «Le linee guida definite a livello regionale ricalcano sostanzialmente quelle dello scorso anno, con una particolare attenzione rispetto all’uso dei dispositivi di protezione individuale, all’igienizzazione ed alle attività da svolgere il più possibile all’aperto» spiega Stefano Rossetti, covid manager di Giocampus.

«Abbiamo la fortuna di disporre di spazi molto ampi che ci consentono di mettere in atto tutte le attività che compongono la nostra offerta, sia quelle ludiche che le altre di tipo laboratoriale. Gli strumenti utilizzati da bambini e ragazzi, dalle biciclette ai caschetti, dai pennarelli alle clavette, vengono continuamente igienizzate. Ed anche a tavola - prosegue Rossetti - la sicurezza è al primo posto: lo spazio mensa assicura infatti il giusto distanziamento e da parte dell’azienda che gestisce il servizio c’è un’attenzione scrupolosa. A Giocampus, per tutta la giornata, è presente un medico pediatra, mentre una buona quota dei nostri istruttori, lavorando nelle scuole, risulta già vaccinata». V.R.