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Dante e Bodoni: tutta la bellezza della «Commedia»

La versione del 1796 del principe dei tipografi riproposta in una preziosa versione esclusiva. Scopri di più sul sito dantebodoni.it

04 giugno 2021, 12:03

Dante e Bodoni: tutta la bellezza della «Commedia»

Succede raramente. Ma quando accade si distilla la meraviglia; quando la materia e la forma raggiungono il loro punto più alto si raggiunge la perfezione. L'impalpabile elemento che solo i geni sanno maneggiare e dominare. 
Proprio quello che è avvenuto nel 1796 quando il «principe dei tipografi», ovvero Giambattista Bodoni, direttore della Reale Stampe ria di Parma, decise di proporre una nuova edizione  della «Divina Commedia», l'opera  che più di ogni altra, appunto, si avvicinò al sublime dei versi. Resi, in questo caso,  ancora più speciali dalla eccellenza della stampa.
L'originale di quel volume, dedicato a Lodovico di Borbone, che sarebbe dovuto diventare il duca di Parma se la storia e Napoleone non avessero giocato col suo destino, è conservato nella biblioteca Palatina del Complesso monumentale della Pilotta. 


Ma ora, per chi volesse avere il privilegio di toccarne con mano le pagine e respirarne l'armonia, è disponibile anche in una tiratura limitata di estrema ricercatezza. Omaggio della nostra città al fortunato incontro di due grandi dell'arte proprio nel settecentesimo anniversario del poeta toscano. 
«Tra le tante iniziative dantesche organizzate nel corso dell'anno questa, senz'altro, spicca e avrà una sua vita anche futura – spiega Paola Cirani, direttrice della Biblioteca Palatina. - Questo perché unisce in una sola opera il lavoro di due giganti». 


E lo fa, si può aggiungere, distillando la perfezione tanto che sfogliando le pagine di questo volume balza all'occhio la cifra dei tipi bodoniani. 
«Ovvero l'eleganza, la perfezione tecnica, la ricerca di un allineamento e una cura del dettaglio straordinari»,  prosegue Paola Cirani. 
Tutto questo senza oggi ricorrere alla scappatoia della fredda copia ma affrontando la sfida della riedizione secondo quanto voluto da Pino Agnetti che ne ha curato tutto il progetto, dall'ideazione alla realizzazione pratica. Affidando poi la sua riflessione sul capolavoro anche ad un saggio storico introduttivo.

Un saggio che parte, doverosamente, dalla modernità e attualità della «Commedia» per fare emergere la straordinarietà dell'opera di Bodoni. 
«Che scelse di incidere dei caratteri propri e di andare oltre l'attività quotidiana dello stampatore di corte  -prosegue la direttrice della Palatina - per rivolgere il proprio impegno alla riproposizione dei grandi classici». Inutile dirlo: tra questi ci  fu, e non avrebbe potuto essere altrimenti,  il capolavoro dantesco.


Un capolavoro che lo stampatore nato a Saluzzo, ma parmigiano per adozione e scelta,  volle fosse allora in tre volumi, sulla base del  Codice di Santa Croce, oggi conservato alla Biblioteca Laurenziana di Firenze, e accompagnato dall'edizione critica del religioso e letterato veronese Giovanni Jacopo Dionisi, mentre nella versione di oggi, che verrà stampata in sole 999 copie, si presenterà in un unico volume realizzato dalle grafiche Step su carta fabbricata nelle cartiere Miliani di Fabriano del gruppo Fedrigoni.


Ma al di là dei versi danteschi, quale è il valore aggiunto all'opera dalla mano di Bodoni? Lo riassume lo stesso stampatore  nella introduzione del suo «Manuale tipografico» in cui fissa i principi di estetica alla base della sua opera con estrema chiarezza ribadendo che la bellezza dei caratteri  sta  «nella regolarità, nettezza e forbitura, buon gusto e grazia, che dev'essere naturale, lontana dall'affettazione e dallo sfarzo».

Insomma, un modello classico che tuttavia ha saputo viaggiare nel tempo mantenendo la sua estrema modernità. E che per Parma è un vero blasone come dimostra il fatto che anche oggi «il Bodoni» è il carattere del nostro giornale. Ma in questo caso, come abbiamo detto, la forma si sposa con il contenuto e la potenza della «Commedia» si esprime al massimo come ha scritto Pino Agnetti che ha usato l'espressione di «miracolo su carta» parlando dei volumi conservati oggi nella Biblioteca Palatina. 


Uno spazio  che è anche un luogo simbolo: Bodoni infatti fu chiamato, nel febbraio del 1768, dal ministro Guglielmo Du Tillot a dirigere la stamperia reale che ebbe la propria officina proprio nello stesso palazzo dove,  ancora oggi, si trova il museo che porta il suo nome.  E in questo caso la storia ha dimostrato di muoversi in forma circolare, rispettosamente, come è giusto per un maestro riconosciuto anche in vita come tale: lo prova il fatto che nel 1807, in piena epoca napoleonica,  venne esentato dal pagamento delle imposte come «sommo artista».

Un titolo che non suona fuori luogo neppure oggi in cui si celebrano i sette secoli dell'opera di Alighieri ma soprattutto rileggendo quando lo stesso Bodoni scrisse nel suo «Manuale» ribadendo che una delle qualità è «l'incanto»: «ovvero una qualità difficile da definire, ma che è presente in quelle lettere che danno l'impressione di essere state scritte non con svogliatezza né con rapidità, ma con somma calma come in un atto d'amore». 
Come quello, straordinario,  tra il «sommo poeta» e il «Principe dei tipografi». r.c.

Ecco dove acquistarlo Solo 999 esemplari 
Nella ricorrenza dei settecento anni della morte di Dante, due capolavori in uno. 
Dante e Bodoni infatti sono uniti in un’opera senza tempo che continua ad affascinarci e che li trasforma, idealmente, nei simboli della  nostra città  che è ancora la Capitale italiana della Cultura per gli anni 2020/21.

Il volume, un monumento tipografico che riappare dopo due secoli, con ideazione, progetto e cura di Pino Agnetti, verrà  proposto in una tiratura limitata di soli 999 esemplari numerati a mano.  Come è logico per una simile opera si tratta di un prestigioso volume di 768 pagine, cartonato con illustrazioni in bianco e nero e colori  del peso di circa 3 chili e mezzo e copertina in tela e sovracoperta a colori con impressioni in oro a caldo. 
Il prezzo di vendita è di 90 euro e si tratta di una opera straordinaria edita dalla «Gazzetta di Parma» e stampata  dalle Grafiche Step su carta  fabbricata nelle cartiere Miliani di Fabriano. Tutti coloro che fossero interessati potranno acquistare direttamente l'opera nelle due librerie Feltrinelli di Parma (in via Farini e in via Emilia Est) e in altri punti vendita del gruppo in Italia.

Nella nostra città si potrà trovare anche alla libreria Mondadori (all'Euro Torri), alla libreria Fiaccadori (in via al Duomo), alla libreria Libraccio (in piazza Ghiaia) oppure  prenotandolo nelle edicole di Parma e provincia. Inoltre lo si potrà avere anche   inviando una e-mail a marketing@gazzettadiparma.it. L’opera è pure disponibile allo stesso prezzo sulla piattaforma di vendita online Libro.co. Italia.

C’è inoltre  un sito dedicato https://www.dantebodoni.it/ e   è possibile anche acquistarlo online su www.libroco.it oltre che nei punti vendita menzionati.

L'evento alla Palatina. Domani la presentazione Posti per i nostri abbonati
Bodoni ha avuto la sua tipografia all'interno della Pilotta e qui sitrova il museo dedicato alla sua opera. In più, l'originale del volume è conservato, tra mille altri capolavori, nella splendida biblioteca Palatina. Ed è quindi logico che la presentazione del volume si svolga proprio nel palazzo che fui dei duchi della nostra città, lo stesso che raccoglie i tesori della Pinacoteca e quella perla che è il teatro Farnese.

L'appuntamento è quindi per le 18.15 di domani nella sala Maria Luigia (nella foto). Interverranno il direttore della «Gazzetta di Parma», Claudio Rinaldi, che introdurrà e modererà l’incontro, il presidente del gruppo «Gazzetta di Parma», Giovanni Borri, la presidente dell’Unione parmense degli industriali, Annalisa Sassi, la direttrice della Palatina, Paola Cirani, e il curatore dell’opera Pino Agnetti.   Ovviamente un simile appuntamento attirerà molti appassionati d'arte e cose belle ma occorre ricordare che siamo ancora nel periodo di pandemia e che occorre evitare gli assembramenti. Per questo, visto che occorre rispettare il numero chiuso e contingentato, sono stati riservati dei posti per gli abbonati (carta e digitale) della «Gazzetta». Chi volesse partecipare deve inviare un’email con le proprie generalità a marketing@gazzettadiparma.it. Solo chi riceverà un’email di conferma potrà partecipare.