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Il luna park ritorna in Cittadella. E tornano anche le polemiche

05 giugno 2021, 11:53

Il luna park ritorna in Cittadella. E tornano anche le polemiche

I primi a rompere un silenzio durato mesi sono stati loro, i proprietari delle giostre. «Ritorniamo a sorridere al luna park della Cittadella dal 15 giugno», si legge sul manifesto postato il 26 maggio sulla pagina Facebook «Luna Park Parma». 
Il «no» del comitato Cittadella Futura al ritorno delle giostre nell'ex fortezza farnesiana non si è fatto attendere. Ma nella discussione mancava la voce più importante, quella del Comune: alla fine  è arrivato il via libera. «Per quest'anno le giostre restano in Cittadella, mentre per il prossimo stiamo valutando soluzioni alternative e i giostrai si sono dichiarati d'accordo», conferma l'assessore al Commercio, Cristiano Casa, al termine della giunta comunale. «Abbiamo aiutato tutte le categorie economiche colpite dal Covid e quindi abbiamo voluto aiutare anche quella degli spettacoli viaggianti. Per questo il Comune ha concesso al luna park il patrocinio e la co-organizzazione, per non fargli pagare l'occupazione di suolo pubblico», aggiunge.

A questo punto le giostre saranno aperte dal 15 giugno (con la possibilità di anticipare al 14 se l'Emilia Romagna diventerà zona bianca) al 4 luglio. Una proroga permetterebbe poi al luna park di andare avanti fino all'11 luglio.

«Le giostre sono in Cittadella almeno dagli anni '80 – ricorda Casa – e nell'immediato non c'era la possibilità di spostarle in altre aree. Ricordo che i giostrai, come al solito, anche quest'anno hanno presentato una fideiussione per coprire eventuali danni al parco. Inoltre, ogni anno si rendono protagonisti di una raccolta fondi a favore delle associazioni benefiche del territorio. Per questo ci sembrava giusto sostenere anche questa categoria di lavoratori duramente colpita dalle conseguenze della pandemia».

Le polemiche sul luna park non sono piaciute ai titolari delle giostre, imprenditori fermi da parecchi mesi a causa dei divieti anti-Covid. «Stiamo assistendo a polemiche inutili», sbotta Mario Maggi, figlio d'arte cresciuto nei luna park, prima di fiondarsi sul «caso» Cittadella. «Sta riaprendo tutto: ristoranti, bar, cinema, teatri. Perché a noi non si vuole concedere il diritto di lavorare? Dietro le giostre ci sono tanti imprenditori, con le loro famiglie, che svolgono questa professione con gioia e impegno».

C'è poi il tema del contagio, ma anche su questo aspetto Maggi è lapidario: «I timori sul contagio non hanno senso di esistere. Siamo sempre a contatto con i clienti, quindi siamo i primi a voler rispettare le regole. Le giostre vengono igienizzate al mattino e alla sera, i gettoni di plastica vengono tutti lavati, abbiamo gli erogatori per il gel lavamani e per terra, sulle pedane, c'è la segnaletica per mantenere il distanziamento». Insomma, il luna park, assicura uno dei suoi protagonisti, è sicuro. «Possiamo dire lo stesso dei giochi nei parchi cittadini? Chi igienizza, ad esempio, uno scivolo?».

Ma le proteste del comitato, più che sul rispetto dei protocolli anticontagio, si concentrano sulla tutela ambientale della Cittadella. Le giostre, in poche parole, metterebbero a rischio la natura del parco. «Così si antepone un danno astratto al lavoro e alla dignità delle persone. Non capisco cosa deturpiamo. Siamo una presenza ultradecennale all'interno del parco». P. Dall.