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Festa dell'Arma: ecco i carabinieri premiati - Foto

06 giugno 2021, 12:36

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 «Quest'anno si celebra il 160° anniversario dell'unità d'Italia. E con ovvia fierezza possiamo dire che i carabinieri da allora ci sono sempre stati. Inutile aggiungere che continueremo ad esserci». 
Sarebbe partito da questa considerazione il colonnello Pasqualino Toscani, comandante provinciale dell'Arma, nel suo discorso per l'anniversario del 207° della fondazione dell'Arma. Ma, per colpa della pandemia, il tradizionale discorso non c'è stato così come la festa a cui siamo abituati. Anche se non è mancata l'occasione di rendere omaggio ai Caduti, di riflettere e fare il punto sul lavoro svolto. E su quello che, si spera dopo che il Covid potrà essere sconfitto, c'è ancora da fare. 
«Questa circostanza ci permette in primo luogo di sottolineare come, ancor più del solito, l'Arma ha realizzato il proprio compito che è quello di essere vicino alla gente. Attuando quella prossimità che è nel nostro Dna», ha proseguito Toscani che nella mattina di ieri, accompagnato dal prefetto, ha deposto una corona al monumento dei Caduti posto di fianco al palazzo Ducale. Un momento semplice, ma non per questo meno sentito, che ha fatto il paio con quello di ieri pomeriggio: quando la banda Giuseppe Verdi ha eseguito alcuni brani mentre il portone che da sempre separa il Giardino dal palazzo Ducale è stato aperto definitivamente. «Lo avevo annunciato ad ottobre e ora questo progetto è stato realizzato. Si tratta di gesto simbolico che rappresenta l'aspetto fondamentale dell'attività delle nostre caserme: essere luoghi aperti alla cittadinanza che deve, in ogni momento, percepire la nostra presenza».
Una presenza che si articola nell'attività di tutti i militari, dalle pattuglie del Radiomobile ai carabinieri di quartiere e a quelli in servizio nelle 36 stazioni nella provincia che, nel periodo della pandemia, sono spesso stati chiamati a compiti ben diversi da quelli soliti, del controllo del territorio e della repressione dei reati. 
«I nostri uomini hanno consegnato i farmaci, si sono occupati delle pensioni degli anziani e ora stanno aiutando le persone più in difficoltà a prenotarsi per ricevere i vaccini. Sappiamo che Parma ha vissuto un periodo durissimo e noi abbiamo cercato di operare con la consueta professionalità ma anche con buon senso. Insomma con umanità». 
Un impegno che ha un costo in termine di fatica. Ma anche di vite: «Ecco perché oggi voglio ricordare l'appuntato scelto Fabio Cucinelli che è stato ucciso dal virus. E alla sua famiglia va il nostro più sincero abbraccio». Una dimostrazione di vicinanza tra coloro che condividono una divisa e uno spirito di servizio che, come aggiunge Toscani «parte da un patto condiviso: quello di difendere i diritti di ogni cittadino, soprattutto dei più deboli».
Ecco allora che l'occasione dell'anniversario diventa anche il momento per guardare avanti, per elencare le prossime sfide: «Penso alla grande attenzione che stiamo destinando alla lotta alla droga e al lavoro che stiamo facendo nelle scuole per dare, in sempre nuove forme, lezioni di legalità. Oppure alla sempre più urgente necessità di favorire l'integrazione e l'interazione tra le persone, di permettere l'espressione di ciascuno pur nelle legittime differenze. Queste sono alcune delle motivazioni che ci hanno spronato in questi oltre 200 anni. E che credo varranno anche per gli anni a venire».
Luca Pelagatti


Elisa Cantarelli
Qui sopra: l'artista 
e il rendering
dell'installazione visiva e sonora che resterà allestita dal 15 al 23 maggio. I kit per partecipare sono già in distribuzione.