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LETTERA APERTA AL GENERALE FIGLIUOLO

Danilo Coppe: «Il vaccino? Un'odissea»

Danilo Coppe è il massimo esperto in Italia di esplosivi

20 luglio 2021, 09:51

Danilo Coppe:  «Il vaccino? Un'odissea»

Caro Generale,
Sono un professionista di Parma che si è ammalato di Covid nella prima ondata fra febbraio e marzo 2020.
Le risparmio le paradossali anomalie del ricovero, frutto dell’impreparazione mondiale, compensate solo dall’impegno e dall’abnegazione del personale sanitario dell’Ospedale Maggiore di Parma, dove sono stato ricoverato una settimana, salvo dover firmare una gigantesca malleva quando a cure finite mi sono imposto di effettuare convalescenza e quarantena a casa. Grazie infatti all’inutile Oms non c’erano direttive comuni e idee chiare.
Circa tre mesi fa vengo contattato da una signora del Servizio Sanitario locale che mi dice che, come persona in fascia debole segnalata dal mio medico, dovevo andare il giorno X a fare il vaccino e il giorno Y a fare il richiamo. A nulla è servito segnalare che, a quanto si diceva, per chi aveva contratto il virus era sufficiente una dose. La signora, piccata ha chiosato che “così era stabilito”.
Avendo impegni pregressi improcrastinabili segnalavo comunque che nelle date X ed Y non potevo e chiedevo quindi date alternative. La signora a quel punto mi diceva che non ce ne erano e di chiamare “più avanti” un certo numero verde per prendere successivi accordi.
Il suo modo di parlare, simile a quello di Wanna Marchi quando vendeva rimedi alla depressione, mi ha insospettito e quindi ho chiesto lumi al mio medico, il quale ha smentito categoricamente di aver segnalato nulla e che io non ero in nessuna “fascia debole”. Anche solo questa circostanza potrebbe rendere le persone normodotate diffidenti verso tutto il “sistema”.
Comunque sia il numero segnalato era attivo solo da lunedì a venerdì ad orari limitati ed era perennemente occupato. Dopo vari tentativi un’altra signora finalmente mi propone una data che però è ancora occupata nella mia agenda. Alla richiesta di avere una data alternativa stessa risposta. O quella o niente. Richiamare “più avanti”.
A questo punto aspetto di avere un po’ di giorni liberi consecutivi. Sento parlare di Open Day. Vado sul sito del Servizio Vaccinazioni Covid. C’è un numero verde. Lo chiamo. Una voce registrata mi risponde di consultare il sito. Lo stesso da cui ho preso il numero. Un circolo vizioso. Trovo a fatica un altro numero verde. Dico: “ho una settimana libera, dove posso fare il vaccino?”. “Non può. Potrà solo fra tre settimane, l’8 o il 9 agosto”. “Scusi ma prima non c’è possibilità?”. “No, tutti i centri sono occupati”. Ma come? Ma non sono tutti preoccupati dei pochi che si presentano volontariamente?
Ora, caro Generale Figliuolo, i Media ci martellano di inviti a vaccinarsi. Ma se qualcuno che lavora (eh sì, pensi che c’è ancora qualcuno che lavora in Italia), vuole una gestione “smart” per vaccinarsi non crede che con queste organizzazioni ti passi anche la voglia di farlo? Anche senza essere No Vax…
Con stima, Danilo Coppe