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Verso le elezioni comunali

Parma, i consiglieri del Pd frenano sull'alleanza con Effetto Parma

Il gruppo consiliare chiede "discontinuità e combiamento"

28 luglio 2021, 18:43

Parma, i consiglieri del Pd frenano sull'alleanza con Effetto Parma

 Il gruppo consiliare del Pd di Parma sembra frenare sulla possibile alleanza con Effetto Parma, la lista civica che sostiene il sindaco Federico Pizzarotti. Ne è la prova un lungo documento, firmato da Lorenzo Lavagetto, Caterina Bonetti, Sandro Campanini, Daria Jacopozzi, cioè il gruppo consiliare del Pd di Parma. I consiglieri ricordano, infatti, che è solo in base agli esiti del confronto politico programmatico "che si potranno stabilire le future alleanze per le elezioni amministrative 2022, senza dunque accordi predefiniti”.  I consiglieri chiedono quindi "discontinuità e cambiamento"

“La gestione del welfare - si legge nel documento -  il rapporto col terzo settore, il futuro dell’aeroporto, i controlli sulle partecipate, la sicurezza e il degrado della città, le politiche per l’ambiente, la mobilità e il commercio, per le famiglie, la casa, per il turismo, la partecipazione e il lavoro per le persone fragili: sono solo alcuni dei temi su cui ci siamo confrontati, e spesso scontrati, in questi nove anni in Consiglio Comunale. Pur avendo sempre dialogato nel merito delle questioni e riconoscendo alla Giunta Pizzarotti alcune decisioni apprezzabili e condivisibili, come nel caso dell’edilizia scolastica e di alcuni impegni in materia ambientale, non possiamo nascondere la difficoltà nel venire ascoltati e la mancanza di un’intesa su molti temi cruciali del mandato amministrativo”.

“Nell’ambito del percorso ‘Rigenerazioni’, avviato mesi fa dal PD di Parma, anche il gruppo consiliare è stato chiamato a fornire un contributo di analisi e proposta sulla città – spiegano -: nei giorni scorsi il nostro documento è stato messo, dall'assemblea del partito, alla base del confronto politico programmatico con tutte le forze e i soggetti del centrosinistra e civici. Come da mandato dell’assemblea Pd, è solo in base agli esiti di tale confronto che si potranno stabilire le future alleanze per le elezioni amministrative 2022, senza dunque accordi predefiniti”.


“Il nostro documento - continuano i consigliere Pd -  traccia un bilancio di quattro anni di mandato, ripercorrendo i momenti salienti dell’opposizione svolta in consiglio comunale, che ha visto impegnato il gruppo consiliare del PD, insieme ai gruppi Parma protagonista e Parma unita, nel definire un'alternativa politica all'attuale amministrazione secondo il mandato ricevuto dai cittadini e in linea con la posizione del Partito. La Giunta Pizzarotti ha dato un’impronta a quello che dovrebbe essere il futuro di Parma: una vocazione sempre più logistica, in particolare dell’area di Baganzola, una gestione delle politiche per le famiglie e le/gli adolescenti, per la casa e per la disabilità che ha dimostrato carenze importanti, senza rivangare il doloroso caso di Svoltare e l’indebolimento del sistema Sprar di accoglienza; investimenti considerevoli in grandi eventi a discapito di una progettazione culturale di ampio respiro e di alta qualità, una mobilità ancora tutta da migliorare, specie per quanto riguarda il trasporto pubblico e le alternative sostenibili, e ricordiamo che Parma è la 38esima città in Europa per la peggiore qualità dell’aria. E una città che deve fare i conti con criticità ormai croniche e ancora irrisolte, nelle periferie ma anche in centro storico, dal punto di vista del degrado, delle manutenzioni e della sicurezza. Si è reso poi evidente in troppe occasioni lo scarsissimo coinvolgimento dei cittadini nella discussione sulle scelte riguardanti la città e i quartieri e la necessità di rivedere il ruolo dei CCV, nonché la poca disponibilità a dialogare fattivamente con associazioni e realtà del terzo settore e a riconoscerle come una componente fondamentale della città. Con buona pace delle promesse di partecipazione. In conclusione, al di là dell’emergenza Covid, riteniamo che la città abbia perso punti su molti fronti e che si sia appannata quella ricerca dell’eccellenza e dell’innovazione in ogni settore che Parma ha saputo coltivare nel corso della sua storia, valorizzando le molteplici esperienze e proposte che la caratterizzano.

Su questi presupposti, anche in rapporto al confronto con altri soggetti del centrosinistra e con Effetto Parma, riteniamo che occorrano discontinuità e cambiamento”.
“Siamo convinti – concludono i consiglieri - che per la città si possa e si debba governare in modo diverso e che il dialogo non possa prescindere dalla ricerca di una nuova direzione, anche per provare a dare risposte innovative e diverse alla crisi post pandemica che ancora oggi stiamo vivendo. Vogliamo fare tutto il possibile affinché non siano la Lega e le forze di destra a governare Parma: per questo, non è sufficiente parlare di alleanze, serve prima di tutto un confronto vero su scelte e visione della città”.