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Lo spaccio? Un'attività di famiglia. In carcere padre e figlio che si dividevano i compiti tra Fornovo e la Valtaro

26 agosto 2021, 09:32

Lo spaccio? Un'attività di famiglia. In carcere padre e figlio che si dividevano i compiti tra Fornovo e la Valtaro

Un affare di famiglia, lo spaccio di droga. E così in carcere sono finiti padre e figlio, rispettivamente di 53 e 27 anni, che secondo le indagini avevano messo in piedi una consolidata attività di cessione di droga a Fornovo e nei comuni limitrofi della Val Taro.

L'ordinanza di custodia in carcere è stata eseguita martedì dai Carabinieri della Compagnia di Salsomaggiore, coordinati dalla  Procura della Repubblica.

L’attività investigativa aveva avuto inizio nei primi giorni dello scorso febbraio, quando i Carabinieri di Fornovo, dopo aver ricevuto diverse segnalazioni e avendo fondato motivo di ritenere che all’interno di un’abitazione di Riccò, ci fossero nascoste armi o materiale esplodente non denunciato, hanno proceduto ad una perquisizione.

Non sono emerse armi, ma diverse centinaia di grammi di hashish, materiale vario per la pesatura ed il confezionamento delle dosi, e, in più, la somma di circa 14.000,00 euro ritenuta guadagno dell’attività di spaccio.

In quell’occasione, una delle persone presenti, il figlio 27enne, aveva cercato di eludere i controlli gettando la droga fuori dal balcone ma i militari, grazie alla cinturazione dell’area predisposta per l’occasione, hanno subito notato il tentativo e sono immediatamente riusciti a recuperare la sostanza stupefacente.

Il giovane era stato arrestato per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente e il padre denunciato per lo stesso reato.

Successivamente all’arresto e con le indicazioni della Procura della Repubblica , i Carabinieri di Fornovo hanno iniziato una minuziosa attività d’indagine analizzando tutti gli elementi utili al fine di ricostruire la rete di spaccio creata dai due .

Grazie a diversi spunti investigativi ed analizzando un block notes rinvenuto durante la perquisizione e nel quale erano appuntati diversi nomi e numeri di telefono, i militari sono riusciti a raccogliere numerosi indizi per ritenere che il nucleo familiare in questione fosse dedito ad una fiorente attività di spaccio.

Una sorta di azienda familiare basata sulle cessioni di sostanza stupefacente dove i due si scambiavano i compiti da svolgere e si consultavano per la definizione delle compravendite; attività a cui facevano riferimento numerosi clienti sia del Comune di Fornovo che dei comuni limitrofi.

I due arrestati, per ampliare la cerchia degli acquirenti ed aumentare i profitti si erano suddivisi il mercato: uno dei due si concentrava sulle cessioni di marijuana e hashish mentre l’altro si occupava delle cessioni di cocaina, così da poter soddisfare qualsiasi esigenza dei propri clienti. Addirittura, per gli acquirenti più frequenti, la sostanza veniva direttamente consegnata a casa.

Dalle indagini è stato possibile ricostruire circa 1.800 cessioni di sostanza stupefacente per un ricavo prossimo ad 80.000,00 euro, fonte primaria, e illecita, del sostentamento della famiglia.

Ed ora entrambi sono nel carcere di via Burla.