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Picchia la convivente che si chiude in bagno e chiama la polizia: arrestato un 41enne

10 settembre 2021, 12:44

Picchia la convivente che si chiude in bagno e chiama la polizia: arrestato un 41enne

Ieri all’1.30 circa  gli agenti delle Volanti sono intervenuti  in un’abitazione privata per la segnalazione di un’aggressione in atto nei confronti di una donna, da parte del suo convivente. Gli agenti di Polizia immediatamente si sono recati all’interno dell’appartamento al fine di soccorrere una donna che si era chiusa a chiave in bagno per sfuggire alla violenza fisica del compagno. All’interno dell’appartamento era presente un uomo, molto agitato, il quale alla vista degli operatori non interrompeva il suo atteggiamento aggressivo continuando a colpire con i pugni la porta del bagno tanto da danneggiarla con un vistoso buco.

Gli operatori di polizia hanno pertanto bloccato e identificato l’uomo per un 41enne nato a Potenza (PZ) ma domiciliato a Parma, già con precedenti per lesioni personali e maltrattamenti in famiglia. All’interno del bagno, vi era la donna che era riuscita a chiamare con il proprio cellulare la polizia. La donna, in lacrime e fortemente scossa, presentava ferite ed ecchimosi sul corpo.

A quel punto veniva fatto intervenire un equipaggio della C.R.I. per prestare le prime cure alla donna per le ferite riportate. La stessa veniva pertanto condotta in Pronto Soccorso da dove veniva successivamente dimessa con un referto attestante una prognosi di  15 giorni. Di tutta l’attività veniva data comunicazione all’Autorità Giudiziaria con contestuale attivazione del Codice Rosso.

Il codice rosso è una sorta di “sirena” che prevede un trattamento preferenziale in determinati casi. In pratica la polizia giudiziaria di fronte ad una notizia di reato di violenza domestica o di genere, acquisisce la notizia, la riferisce immediatamente al pubblico ministero, il quale a sua volta, entro tre giorni, decorrenti dall’iscrizione della notizia di reato, dovrà ascoltare la persona offesa o assumere informazioni da chi ha denunciato tali fatti. La velocità e l’immediatezza delle indagini avviene al fine di limitare, il più possibile condotte di violenza reiterata. Inoltre, è stato previsto un lasso di tempo maggiore per quanto concerne la possibilità di poter denunciare, ossia la persona vittima di violenza avrà 12 mesi rispetto ai 6 mesi previsti in genere dalla legge per poter denunciare.

Al termine delle incombenze di rito l’uomo è stato tratto in arresto e sottoposto a rilievi foto-dattiloscopici da parte di personale di G.P.P.S.