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La modella sfigurata che ha ritrovato se stessa

di Vittorio Rotolo -

13 ottobre 2021, 09:41

La modella sfigurata  che ha ritrovato se stessa

Cristina Guidetti ha 48 anni. È modenese e ha vissuto due vite. Nella prima, grazie alla sua bellezza, ha coronato il sogno di diventare una modella. Nella seconda invece, in seguito a  un trattamento estetico andato male, ha dovuto lottare per avere giustizia e per ritrovare se stessa. Oggi, dopo 49 interventi chirurgici, è tornata ad essere una donna felice. E mostra riconoscenza nei confronti del medico «che mi ha riportata in vita». Quel medico si chiama Edoardo Caleffi ed è il direttore della struttura complessa di Chirurgia plastica e Centro Ustioni dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Parma. Cristina lo ha ringraziato un’infinità di volte, in questi anni. Ieri ha voluto farlo  davanti a milioni di italiani, dal balcone del Comitato de «I Fatti Vostri», la trasmissione televisiva in onda su Rai2 e condotta da Salvo Sottile e Anna Falchi.
 «Era il 2012 e mi era stato chiesto di pubblicizzare una linea di cosmesi – ha raccontato la donna –: avevo   discromie da gravidanza sul volto, che non riuscivo ad accettare. Così, ho deciso di sottopormi ad un trattamento estetico. È stato l’inizio di un incubo». 
Cinque giorni dopo il trattamento, Cristina rimuove le bende e ha uno shock. «Allo specchio ho visto un mostro, non mi riconoscevo più: ero completamente sfigurata, piena di ustioni». Cristina ha urgente bisogno di cure. Arriva a Parma, all’ospedale Maggiore, dove trova Caleffi e un reparto pieno di umanità. 
«Cristina si è presentata da noi con esiti di cicatrici deturpanti di terzo grado, che ricoprivano tutto il volto» ha ricordato Caleffi. «Sono cicatrici che provocano anche una riduzione della possibilità di muovere il viso, di sorridere, di mangiare senza che fuoriesca la saliva dalla bocca. Di lei ho sempre apprezzato la forza d’animo, fondamentale per un paziente che affronta una strada in salita».
Le cicatrici da curare, in determinati casi, sono pure quelle dell’anima. «È proprio così – dice Caleffi -: le cure richiedono interventi e visite frequenti, durano anni e anni. Se non si crea un pathos tra medico e paziente, rischia solo di diventare una procedura tecnica che magari potrà anche migliorare l’involucro ma non corregge la causa del dramma interiore che si vive: se la persona non si sente in pace con se stessa ed accettata dagli altri, il risultato non sarà mai ottimale».
Da Caleffi, un consiglio per le donne che decidono di sottoporsi a trattamenti estetici. «Affidatevi a chi ha esperienza e competenze specifiche, a chi dispone di tecnologie e strutture adeguate». Ed alle donne si rivolge pure Cristina. «La vera bellezza è dentro di noi – afferma -: dobbiamo imparare a liberarci dalle nostre insicurezze, ad accettare i nostri difetti e a non intraprendere strade che, in quel momento, possono apparire come la soluzione, ma in realtà non lo sono. Io mi sono accettata e anche perdonata».