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BluRhapsody, pasta spaziale 

di Vittorio Rotolo

20 Ottobre 2021,09:18

C’è anche la pasta tridimensionale di BluRhapsody - il brand di Blu1877, società del gruppo Barilla -, tra le esperienze innovative per mangiare e bere nello spazio proposte dagli studenti di «Space4InspirAction», il primo e unico corso al mondo di Architettura e Design Spaziale del Politecnico di Milano, creato e diretto dai docenti Annalisa Dominoni e Benedetto Quaquaro e che vede il supporto dall’Agenzia spaziale europea. 

Obiettivo della quinta edizione del corso: immaginare la convivialità interstellare, attraverso pratiche soluzioni legate al food&wine che riescono a trasformare il limite della microgravità in un vantaggio, favorendo l’accoglienza ed il benessere dei turisti in un hotel spaziale orbitante intorno alla terra. 

La pasta nello spazio
Andare nello spazio in futuro non comporterà la rinuncia ad un piatto di pasta. E questa è già una buona notizia. Solo che al posto degli spaghetti da arrotolare con la forchetta, l’appetitoso «formato» potrebbe avere la forma delle «sfere» che racchiudono, al proprio interno, il condimento di salse, pesto, creme, senza rischiare di macchiare la tuta spaziale o le delicate apparecchiature. Una forma di degustazione che, sulla terra, è già realtà dal 2019, grazie proprio a BluRhapsody: i diversi formati di pasta vengono programmati e stampati in grano duro direttamente dalla macchina 3D. 

Una stampante che sembra richiamare l’iconico «replicatore» di Star Trek, che nell’universo fantascientifico della celebre serie televisiva era capace di riprodurre qualsiasi cibo o oggetto inanimato. «Parlare di cibo nello spazio è come parlare di cibo del futuro» spiega Michela Petronio, vicepresidente di Blu1877, il venture capital del gruppo Barilla che supporta il progetto, dedicato a promuovere nuove idee imprenditoriali nel settore gastronomico. 

 

 

«La pasta 3D nasce proprio come progetto di esplorazione di quello che sarà il futuro delle tecnologie produttive e l’evoluzione del prodotto stesso. BluRhapsody – prosegue Petronio - realizza formati di pasta che potremmo definire artistici e che a mano non si potrebbero fare, perché vengono prodotti in piccole serie e molto lentamente. Questa collaborazione con il corso Space4InspirAction, ci ha dato la possibilità di immaginare come questo prodotto potrebbe essere collocato nello spazio: a giudicare dal risultato – conclude – non sembra essere una realtà così lontana dalla nostra». 

Nei progetti messi a punto nell’ambito di «Space4InspirAction», la sostenibilità dell’intero processo di produzione, preparazione, consumo e conservazione del cibo si ispira a nuove tecnologie emergenti garantendo, in assenza di gravità, un’esperienza che coinvolge tutti i sensi. «Il nostro obiettivo è coinvolgere realtà industriali orientate alla ricerca, per stimolare un confronto costruttivo con il mondo spaziale e favorire l’innovazione» sottolineano invece Annalisa Dominoni e Benedetto Quaquaro, docenti del corso «Space4InspirAction».

«Con BluRhapsody abbiamo sperimentato forme di cibo in cui funzionalità ed estetica nascono dall’osservazione dei nuovi gesti che si creano nello spazio senza gravità. Il cibo è una delle priorità da affrontare per le prossime missioni sulla Luna e su Marte, sia in termini formali che nutrizionali, senza dimenticare la convivialità». «Agli studenti – rilevano ancora Dominoni e Quaquaro – diamo la possibilità di sviluppare concept per prodotti innovativi, in un ambiente come quello spaziale che cambia molti parametri della realtà quotidiana e che può ispirare nuovi comportamenti ed usi applicabili pure sulla terra».

 

© Riproduzione riservata

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