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Covid, altri 14.300 farmaci cinesi illegali venduti sottobanco. Sequestri in 6 città, tra cui Parma

Covid, altri 14.300 farmaci cinesi illegali venduti sottobanco. Sequestri in 6 città, tra cui Parma

06 Febbraio 2021,10:17

Nove nuove ispezioni condotte nell’ultima settimana a Milano, Roma, Napoli, Torino, Firenze e Parma hanno permesso ai Nas dei carabinieri di individuare 14.300 farmaci illegali venduti sottobanco e utilizzati per la cura dei sintomi del Covid-19, oltre a circa 15.000 aghi di siringa e 245 saturimetri. 
Con le nuove operazioni, salgono a 121.000 i medicinali di origine cinese e privi di valutazioni sull'efficacia e sui possibili effetti collaterali sequestrati nell’arco dell’ultimo mese dai Carabinieri del Comando per la tutela della Salute.

«Gli accertamenti rientrano nell’ambito di una strategia concertata con il Ministero della Salute, finalizzata alla ricerca di canali di importazione clandestina di destinati per la cura del Covid-19 - si legge in un comunicato - e avevano già portato, grazie a una prima serie di interventi, all’individuazione di 107.000 prodotti illegali venduti presso associazioni culturali, supermarket etnici e aree doganali tra Roma, Milano e Firenze». 
I militari hanno però continuato a monitorare altri canali di distribuzione sommersi. Così, nell’ultima settimana, nuovi sequestri sono stati operati a Milano, Roma, Napoli, Torino, Firenze e Parma presso erboristerie etniche, esercizi di vicinato e persino in un negozio di strumenti musicali di Roma. 
Nell’ambito delle ultime 9 ispezioni è stata riscontrata la detenzione di ulteriori 14.300 prodotti farmaceutici, contenuti in fiale, blister e bustine, privi di autorizzazione all’immissione nel mercato europeo e importati clandestinamente, dei quali 13.000 con indicazioni per la cura o la prevenzione del Covid, quali Lianhua Qingwen Jiaonang, Zhongyao Peifang Keli e Ganmao Qingre Keli. 
Tra i presidi sequestrati anche 15.100 aghi da siringa, 245 pulsimetri e ossimetri, 170 termometri laser e 350 mascherine FFp2 e FFp3, tutti provenienti dalla Cina, privi di certificazione CE e di adeguate informazioni di sicurezza in italiano, per un valore complessivo di 250 mila euro. 
Ad oggi, le operazioni condotte dai Nas hanno consentito di interrompere numerose reti commerciali sommerse e denunciare all’Autorità giudiziaria 19 persone. (ANSA). 

 

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