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Dermatologia, attesa finita: riapre il centro Puva

Dermatologia, attesa finita: riapre il centro Puva

di Giovanna Pavesi

16 Maggio 2021,10:26

Ospedale Maggiore: Sarà di nuovo possibile fare fototerapia

Nell’aprile 2021, in occasione di una visita specialistica di controllo, al figlio minorenne di Alessio Marchesani viene comunicata la necessità di doversi sottoporre a dei trattamenti di fototerapia. Ma il centro Puva dell’ospedale Maggiore è chiuso. Alla famiglia del ragazzo, quindi, viene suggerito di andare nella struttura sanitaria di Reggio Emilia, dove, in effetti, il settore è aperto. L'attesa però è finita, perché domani il centro che cura malattie della pelle con l'utilizzo di speciali lampade verrà riaperto e i primi pazienti saranno accolti da martedì.
«A Parma, i medici, che sono stati gentili e hanno fatto ciò che potevano, ci hanno aiutato a trovare i contatti con i referenti reggiani, che ci hanno dato appuntamento. Per mio figlio, però, che va a scuola, è molto pesante dover fare questo viaggio, visto che dobbiamo andare a Reggio tre volte alla settimana, per 32 sedute – racconta Marchesani, che nei giorni scorsi ha inviato una mail all’ospedale Maggiore per ricevere chiarimenti su questa chiusura -. La difficoltà, che è oggettiva, non riguarda solo noi: è scomodo per tutti doversi spostare, anche per un anziano, per esempio. Io credo che se un reparto in una città vicina è aperto e qui no ci sia stata qualche mancanza che ne ha ritardato l’apertura. Ormai sono aperte piscine, palestre e ristoranti e chi deve fare un trattamento medico importante dovrebbe poterlo fare nella sua città». 
«Il centro Puva è stato chiuso da più di sei mesi per ragioni di sicurezza legate al Covid-19 – risponde il professor Claudio Feliciani, direttore dell’unità operativa complessa di Dermatologia dell’ospedale Maggiore -. All’interno del reparto, per questa terapia, ci sono lampade che circondano il paziente, il quale tocca degli oggetti e respira all’interno di questi ambienti. Per sanificarle sono necessari dei trattamenti particolari, anche perché dobbiamo essere sicuri che il paziente successivo entri in un ambiente pulito». Alla domanda sul perché, nella struttura reggiana, il reparto accolga comunque i pazienti, il direttore ipotizza che là «possano aver terminato prima le pratiche di riapertura». 
Le lampade del Puva, come chiarito dal professore, con i loro raggi selezionati, vengono utilizzate per il trattamento di dermatiti, psoriasi e vitiligine: «I raggi ci aiutano nella guarigione di queste malattie della pelle, ma anche per altre patologie un po’ più rare. Dove falliscono altri trattamenti, a volte le lampade danno beneficio. Nel nostro reparto girano all’anno migliaia di pazienti - conclude Feliciani -. Oltre a questo trattamento ci sono altre terapie e nessun paziente è stato lasciato indietro». 

 

© Riproduzione riservata

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