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«A vin di bene», il rosso dell'Oltretorrente

«A vin di bene», il rosso  dell'Oltretorrente

di Mara Varoli

26 Settembre 2021,11:06

Da una vigna, la forza della beneficenza: l'ultima uva ad avere radici nell'Oltretorrente, dove la solidarietà da sempre è di casa. 
Ed è da questa piccola vigna che Antonio Mascolo, noto giornalista parmigiano e a lungo direttore della Gazzetta di Modena, ha ricavato un «succo» speciale: «A vin di bene», il rosso di Parma, metà lambrusco e metà malvasia e dolce Termarina nera. Sì, proprio quella che copriva i bersò e che piaceva tanto a  Luigi Veronelli, quando con l'inseparabile Ave Ninchi e  Giuseppe Biggiga, sommelier di origini fornovesi ma di fama nazionale, andavano a trovare i parmigiani amanti del frizzante nelle loro case di campagna. E ancora una volta la vendemmia ha dato i suoi frutti, per cui il ricavato della vendita di «A vin di bene» sarà devoluto interamente alla beneficenza. 
Qui, si potranno acquistare le bottiglie: Pasticceria Montali in via Bixio, trattoria Ai Due Platani di Coloreto, trattoria Pecora Nera di Tortiano, Oliva Stampe di via Al Duomo, Casa Ducato in piazzale Sant'Apollonia, Enoitalia in via Duca Alessandro, Drogheria Viani di via Turchi, Osteria Virgilio in piazzale Inzani, Gioielleria Valenti in via Bixio, l'edicola di via Bixio, bar Il Segreto dei Nobili in strada dei Nobili e l'edicola sotto il municipio in via Repubblica.   


La vigna «vive» in viale della Villetta almeno dal 1913 e, pur maturando tra il cemento, dal 2004 riscopre una seconda giovinezza, proprio grazie al giornalista. L'idea è nata  durante una corsa benefica in Palestina, quando Mascolo conosce suor Donatella che a Betlemme si prende cura dei bambini malati, sia palestinesi che israeliani, del Caritas Baby Hospital. E proprio per aiutare suor Donatella e il suo «esercito», Mascolo comincia a tirar fuori da quelle vecchie viti il  nettare da vendere in beneficenza. Così dal 2013 «A vin di bene» è sulle tavole della domenica con anolini, lesso e ripieno. 
Lucio Rossi, Elda Ghiretti, Franco Caravita, Angelo Ferrari e il fratello di Antonio, Roberto, aiutano il giornalista-contadino nella vendemmia e nella produzione. E ogni volta è una festa, là, in quel garage che profuma di mosto e in quella cantina buona per l'imbottigliamento. Sempre in Oltretorrente: «Dalla vendemmia 2020 tra le vigne della Villetta e quelle che abbiamo piantato a Rivalta siamo riusciti a produrre 500 bottiglie - racconta Mascolo -. E quest'anno il vino è molto buono: aspro, "straniero" come l'Oltretorrente: un vino di una volta».

    

© Riproduzione riservata

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