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I seralisti tornano in classe

I seralisti tornano in classe

28 Settembre 2021,12:30

Docenti e studenti: «Siamo molto felici. Speriamo di risolvere le criticità»


 

Si torna a scuola. Di sera. Le risorse per la ripartenza, così come promesso nelle scorse settimane, sono arrivate e gli otto istituti  in città e provincia  stanno gradualmente organizzando l’inizio delle lezioni per le classi terze e quarte, «che al serale - spiegano i docenti - formano un unico periodo didattico, e la cosiddetta "primonda", che comprende prima e seconda classe». Prof e studenti, dopo il primo momento di euforia, in cui hanno accolto la notizia con grande gioia, si preparano a rientrare in classe, non senza fare un primo bilancio.


Gli insegnanti
«L’arrivo delle risorse ci ha relativamente tranquillizzato, finalmente abbiamo potuto dare qualche comunicazione più rassicurante ai nostri studenti, che ormai stavano perdendo le speranze - continuano i docenti dei serali -. Pare che i fondi permettano lo svolgimento regolare delle lezioni serali fino alla fine del corrente  anno solare».
 «I nostri organici sono stati disintegrati e molti di noi si trovano su più scuole, senza aver avuto nemmeno la possibilità di essere riassorbiti nella loro cattedra - dicono preoccupati gli insegnanti -. Il problema più grave si presenta nell’area di indirizzo, in cui non è facile individuare docenti con la necessaria professionalità. Ricordiamo che i corsi serali sono corsi tecnici e professionali, in cui la disciplina d’indirizzo dà un grande valore aggiunto al diploma per chi si vuole inserire nel mondo del lavoro. E sappiamo tutti che le aziende chiedono professionalità e competenza ai nuovi profili da inserire nei loro organici. Ora abbiamo le nostre classi, che non sono più nostre, arriveranno supplenti. Ancora però non sono arrivati i docenti nemmeno per gli studenti di quinta, l’unica classe che è stata assegnata, senza dimenticare che sono classi articolate e che nelle materie di area comune il numero di studenti è troppo elevato.  Il notevole ritardo comporta il rischio di pregiudicare il regolare andamento dell’anno scolastico, e i pochi docenti superstiti dovranno faticare non poco. Il lavoro è gravoso e i corsi serali hanno caratteristiche molto diverse dai corsi diurni, che non si imparano in pochi mesi».
«Insomma - concludono i docenti -, il quadro è ancora poco chiaro e la nebbia avvolge il futuro di una realtà  didattico - educativa  che ha brillantemente caratterizzato la storia dell'istruzione recente e non di Parma. Un fiore all'occhiello della scuola pubblica della nostra provincia che pare appassire  col passare del tempo. E proprio in un periodo in cui  al contrario notevole e improrogabile è la necessità di intercettare i non pochi bisogni formativi della popolazione adulta e offrire percorsi di studi finalizzati al conseguimento di saperi, qualifiche e diplomi. A questo punto, ciò che noi tutti auspichiamo, è che la nostra battaglia sia servita per evitare che questo scempio si riproponga in futuro. I corsi serali, dice chiaramente la normativa, hanno organici ben distinti da quelli diurni e un funzionamento a sé e devono avere una loro autonomia. I danni subiti sono molto gravi e ci vorrà molto tempo per ripararli. Ci auguriamo tutti che  i nostri serali il prossimo anno scolastico possano ripartire regolarmente. E senza più preoccupazioni».


Gli studenti
«Siamo molto contenti di poter riprendere i nostri studi, eravamo molto preoccupati - fanno sapere gli alunni dei corsi serali -, un’alternativa a Parma non c’è, avremmo dovuto trasferirci in un'altra città e per motivi sia di lavoro che di famiglia che di trasporto, per molti di noi, questa è una soluzione impraticabile. Tra noi c’è chi aspetta il diploma per fare un concorso oppure fare domanda di assunzione nelle aziende. E tutte le aziende ormai, per tutti i profili, richiedono il possesso del diploma, senza dimenticare chi ha intenzione di aprire una attività di lavoro autonomo. Il diploma è necessario». Così chiudono gli studenti: «Per il futuro affiancheremo i nostri insegnanti con le azioni che si renderanno necessarie per evitare di correre nuovamente tale pericolo».
M. V.
 

© Riproduzione riservata

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