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Lettera aperta al sindaco Pizzarotti: "Noi, genitori disperati nel caos della viabilità"

Lettera aperta al sindaco Pizzarotti: "Noi, genitori disperati nel caos della viabilità"

di Nicola Gaibazzi

18 Settembre 2021,09:42

Caro direttore, le chiedo di pubblicare questa mia lettera aperta al sindaco Federico Pizzarotti.

Caro sindaco,
le scrivo in qualità di portavoce autoproclamato della comunità dei Santi genitori che ogni mattina tentano (prima di tentare a loro volta di andare al lavoro), di portare i loro figli a scuola (ne ho 3 e sono 10 anni che li porto, in scuole ovviamente sempre differenti nel tempo).

Naturalmente sarebbe bello abitassimo tutti –  che ne so – nel territorio del comune o nelle vicinanze, e potessimo dare la biciclettina ai figli per andare a scuola ma, ahimè, sono certo non le sfugga che questa non è di sicuro la condizione normale, abitando la maggioranza di noi ad alcuni chilometri dal centro città, dove si trova il 99% delle scuole.

Sono certo che un problema come quello che migliaia di auto attanagliano il centro in modo prevedibile tra le 7.30 e le 8.30 del mattino potrebbe trovare più di una soluzione razionale, anche se proposto ad una classe di terza media, certo a patto che qualcuno lo segnali e qualcuno se ne occupi.

Una volta si vedevano vigili urbani agli incroci (cosa peraltro di scarsa efficacia pratica anche allora, ma quanto meno uno si immaginava che ci fosse una segnalazione al Comune circa le problematiche esistenti), mentre ora c’è proprio la totale assenza di qualsiasi rappresentante comunale ad osservare questo problema gigantesco, che le garantisco un buon 40% della cittadinanza (adulti votanti, non particolarmente interessati al Festival Verdi) avverte come primario, ben prima di problemi di ordine mondialistico o addirittura anche della presenza di quei signori spacciatori di viale Vittoria che si sono recentemente upgradati con successo utilizzando il monopattino al posto delle biciclette.

Ora, se non lo sa la informo io, portare i figli a scuola al mattino in auto non è fattibile, se non partendo ad orari impossibili e a prezzo di molti farmaci antiulcera (appena presa una compressa). Quando ci si approccia alla città, diciamo un cerchio di 3 Km con la Cittadella al centro, si forma una coda continua, inamovibile e che porta a spendere anche 30-40 minuti per percorrere un rettilineo di 50 metri.

Una selva di genitori imbufaliti (tra di loro e con lei), con un’unica regola: passare almeno davanti ad un’altra auto per evitare il ritardo breve, o, peggio, il temutissimo ritardo pieno, con giustifica su registro elettronico (quale password? L’avevi cambiata tesoro?).

La situazione è andata peggiorando significativamente dopo la costruzione di alcune piste ciclabili (come quella geniale del Lungoparma/viale Rustici) che ha ridotto le corsie di marcia. Si figuri se un ecologista come me si può lamentare di una pista ciclabile...ma se non ci sta è inutile farla.

In ogni caso, anche con una viabilità mal fatta cui la sua amministrazione, come le precedenti, ha evidentemente contribuito in modo importante, esistono soluzioni a questi problemi, che non necessitano esperti del Mit di Intelligenza artificiale, ma solo buon senso. Ad esempio…udite udite... lo scaglionamento degli ingressi a scuola… ma immagino altre soluzioni (non è il mio mestiere, è il vostro!) esistano.

Questa possibilità, che risolverebbe altri cento problemi (Covid, inquinamento) oltre alle imprecazioni del 50% dei cittadini verso di lei e l’amministrazione immobile, per qualche ragione (davvero sono i sindacati della scuola? Mia figlia direbbe «are you serious?») non viene sorprendentemente manco presa in considerazione, quando basterebbe scaglionar gli ingressi di 30-40 minuti, a rotazione nelle scuole, diciamo 7.45, 8.15, 8.45 e 9.15, ogni scuola cambia settimanalmente o altri schemi) per risolvere il problema.

Scusi sindaco, immagino che queste non siano decisioni che competano a lei, ma probabilmente a presidi, dirigenti e provveditore. Ma a lei compete la viabilità nel comune di Parma e penso potrebbe pensare a soluzioni, coinvolgendo tutti gli “attori”. Se non risolve lei questi problemi, dobbiamo farlo noi genitori? A proposito, gli autobus sono imbottigliati allo stesso modo, quindi non rappresentano una soluzione.

Lo so che sarà complicato, ma immagino che in Comune esista una struttura che almeno in teoria si occupa di questi importanti aspetti. La prego davvero di prendere provvedimenti rapidissimi per questo problema. Gliene sarò grato, insieme a tantissimi altri genitori.
 

© Riproduzione riservata

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