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Occhi negli occhi: quel minuto «rivoluzionario»

Occhi negli occhi: quel minuto «rivoluzionario»

di Antonio Bertoncini

22 Settembre 2019,08:28

Di fronte a uno sconosciuto  senza parlare: in Piazza l'iniziativa  dell'associazione  «Traattori» per riconnettersi con l'altro. E in tanti si sono messi alla prova: «Esperienza emozionante»

In una società sempre «di  corsa» poco importa dove si sta andando, l’importante è fare qualcosa. E le relazioni fra le persone corrono  sulla rete dello smartphone.  Ma dove è andata a finire la connessione umana?  Per trovare una risposta,  l’associazione culturale «Traattori» (si scrive proprio così) ha allestito in piazza Garibaldi un semplice cerchio delimitato da una corda, con una lavagna, qualche cartello e dentro coperte multicolori, per invitare i cittadini a «condividere un minuto di contatto visivo». Detta così può sembrare una banalità, invece è stata, per tanti tra quelli che hanno trovato il coraggio e la voglia di provare a dedicare un minuto di tempo per guardarsi negli occhi con uno sconosciuto, un’esperienza che fa riflettere. 

Un minuto è poca cosa, eppure sembra un tempo lunghissimo, un momento intenso di vita, che spesso si conclude con un sorriso, un abbraccio e una stretta di mano fra due ex sconosciuti. «In realtà non abbiamo inventato nulla -  dice Francesca Cardarelli, comunicatrice e consulente dell’associazione -:  il tutto nasce da una famosa performance dell’artista Marina Abramovich, che un ragazzo australiano ha ripreso come vettore di un messaggio di pace, e oggi è la giornata che l’Onu dedica alla pace. In questo momento,  in 150 piazze nel mondo,  ci sono altri come noi che invitano i cittadini a  interrompere la corsa per un minuto, a guardarsi negli occhi intensamente con un altro essere umano per riconnettersi e creare quell’empatia che è diventata merce rara».

Sono stati in tanti, soprattutto giovani, che ieri pomeriggio sono entrati nel cerchio, hanno provato questa nuova esperienza e hanno lasciato la loro testimonianza sui quadernini dell’associazione, hanno apprezzato questo inedito modo di conoscersi. 
La testimonianza che questo «Eye Contact Experiment»  abbia funzionato si trova nelle frasi scritte sui quaderni: c’è chi ha scritto «spontaneo, serenità, contento, in pace con me stesso»;  chi ammette che «dopo i primi momenti di imbarazzo è stato piacevole»;  chi parla di un’esperienza «molto particolare, inusuale, quasi strana, ma parecchio emozionante».  

«Siamo molto soddisfatti di questo esperimento -  dice Marcello Savi,  presidente e direttore artistico dell’associazione culturale Traattori -:  è stata una mia idea, ma questa faccenda ha tutto del magico: ha girato su Facebook, dove ho trovato un’esperienza simile proposta da uno sciamano che avevo conosciuto in vacanza. Devo farlo anch’io, mi sono detto. Così siamo entrati nel circuito. Del resto - sottolinea Savi -,  è perfettamente in linea con la nostra espressione teatrale, impostata sull’essere se stessi, con l’ambizione di far cadere qualche barriera e togliere qualche maschera di cui siamo prigionieri. Tanta gente che accetta di mettersi in gioco, sia pure per un minuto, ci fa ben sperare».
La compagnia Traattori sarà al Teatro Crystal di Collecchio il 5 ottobre con «L’Hostaria»  e poi ad Europa Teatri,  in via Oradour,  il 22 novembre con «Improvvisamente».
 

© Riproduzione riservata

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