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Parmigiano Reggiano, una strategia per la tutela della filiera

Parmigiano Reggiano, una strategia per la tutela della filiera

11 Marzo 2020,04:46

In un momento di grave emergenza sanitaria il Consorzio del Parmigiano Reggiano rassicura i consumatori sulla salubrità della DOP e sul fatto che, come ribadito dall’Autority Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA), attualmente non ci sono prove che il cibo sia fonte o via di trasmissione probabile del virus. "E' inaccettabile che paesi dell’Unione Europea, come anche paesi fuori dall’Unione, utilizzino questa crisi sanitaria per arrogarsi il vantaggio competitivo. E’ un fatto aberrante dal punto di vista etico e dal punto di vista legale è concorrenza sleale", ha detto il presidente del consorzio, Nicola Bertinelli. I mercati esteri sono di primaria importanza per il Parmigiano Reggiano. Il giro d’affari al consumo della DOP si attesta infatti a 2,4 miliardi di euro e viene realizzato per il 60% sul mercato italiano e per il 40% su quelli esteri: Francia e Stati Uniti in testa, seguiti da Germania, Regno Unito e Canada. "Il Parmigiano Reggiano è prodotto oggi come mille anni fa - ha affermato Bertinelli - solo con latte, sale e caglio e senza l’uso di additivi e conservanti. La produzione è regolata da un rigido disciplinare che non consente ai produttori di pastorizzare, centrifugare o refrigerare il latte. Per questi motivi il Parmigiano Reggiano deve essere prodotto ogni singolo giorno dell’anno. Fermare la produzione avrebbe conseguenze disastrose per la nostra filiera". 
 

© Riproduzione riservata

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