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Dal 2015 un archivio racconta gli alpini che hanno fatto la Storia

Dal 2015 un archivio  racconta gli alpini che hanno fatto la Storia

19 Novembre 2021,09:53

Penne Nere: Ultima puntata del libro «Una storia lunga un secolo 1921-2021»: il Centro studi Ana 

Sono iniziate, con una grande cerimonia ufficiale domenica scorsa a Palazzo Ducale, le celebrazioni del centenario della Sezione Ana di Parma, la prima nata dell’Emilia Romagna. Nelle scorse settimane la Gazzetta di Parma ha voluto ripercorrere la sua storia pubblicando alcuni stralci del libro «Una storia lunga un secolo. 1921-2021: la Sezione Alpini di Parma compie Cento Anni» scritto da Giovanni Sassi e realizzato in collaborazione con il Centro Studi Ana di Parma, l’organismo che, attraverso il reperimento e la conservazione dei più svariati materiali relativi alla storia degli Alpini parmensi, si distingue come testimone e custode della memoria sezionale. Proprio al Centro Studi è dedicata quest’ultima pagina di «ricordi» corredata, come sempre, da alcune delle foto che gli alpini di tutta la provincia hanno voluto inviarci per festeggiare insieme l’importante «compleanno».
Tra le recenti iniziative portate a compimento con maggiore profitto, merita di essere particolarmente evidenziata l’ideazione e la realizzazione di uno spazio dedicato alla conservazione del materiale storico relativo alla Sezione. Sotto la presidenza di Roberto Cacialli, a partire dal 2015 ha infatti preso vita il Centro Studi A.N.A. di Parma, la cui gestione è stata affidata al responsabile Renato Atti. Situato presso i locali della sede in via Jacobs, il Centro Studi rappresenta un vero e proprio punto di raccolta e condivisione di tutte le informazioni reperite in questi anni relativamente alle penne nere. È stato realizzato con lo scopo di raccogliere tutte le notizie attinenti alla storia dell’A.N.A., delle sue Sezioni, dei suoi Gruppi, dalla sua costituzione ai giorni nostri. Un dettagliato archivio contenente, tra gli altri documenti, periodici sezionali e nazionali, raccolte storiche, piccole monografie e rassegne stampa, il tutto sistematicamente catalogato.
Ciò che ha portato alla costituzione di una realtà come il Centro Studi è stata la volontà di offrire ai soci, alla cittadinanza e a chiunque intendesse avvicinarsi alla storia alpina uno spazio in cui poter consultare e condividere ricordi e documenti relativi alle penne nere. Si trattava del fermo proponimento di accostare al più operativo quartier generale della Sezione anche un’area dedicata alla memoria ed alla trasmissione della stessa nel tempo.
Questo ampio contenitore di informazioni che è rappresentato dal Centro Studi non è da considerarsi un archivio statico, bensì in continua e costante evoluzione. Come i tanti documenti, resoconti scritti e reperti fotografici vengono conservati e messi a disposizione di chi sia interessato alla consultazione, così i documenti custoditi costituiscono un fondamentale contributo, portato da chi intende integrare la preziosa raccolta con il proprio materiale e rendendo lo stesso Centro Studi sempre più testimone della memoria della Sezione di Parma.
Tra le pieghe degli schedari e degli archivi, ampia rilevanza viene riservata alle Medaglie d’Oro della Sezione: partendo da Pietro Cella (Adua 1896 e prima Medaglia d’Oro nella storia degli Alpini) passando da Paolo Racagni (Corno di Rosazzo 1917) fino a Giuseppe Rossi (Seleny Jar 1943). Non mancano, infine, di essere analizzate le figure che pure ricevettero la stessa prestigiosa onorificenza, anche se non compiute in operazioni belliche del Regio Esercito, ossia: Vittorio Bottego, Rolando Vignali ed Eugenio Banzola.

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